Cristo Re tra i tribali mundari, testimonianza di fede e convivenza pacifica
di Nirmala Carvalho
La comunità della chiesa Beata Madre Teresa di Siadih in Jharkhand ha celebrato la festa con una processione. Il gruppo è passato per le strade principali e quelle meno battute, coinvolgendo anche i non cristiani. Il parroco: "La prova che persone di religioni diverse possono vivere in una dimensione sociale di rispetto, amore, unione e armonia".

Mumbai (AsiaNews) - "Una potente testimonianza di fede" e la prova che "persone di religioni diverse possono vivere in una dimensione sociale di rispetto, amore, unione e armonia". Così p. Lino Fernandes sfx, parroco della chiesa Beata Madre Teresa di Siadih (diocesi di Jamshedpur, Jharkhand), descrive ad AsiaNews la processione condotta insieme alla sua comunità di tribali mundari per celebrare la festa di Cristo Re (23 novembre scorso). La parrocchia raccoglie 45 famiglie, sparse tra 25 villaggi. Dieci di questi distano 15-20 chilometri dalla chiesa.

Alle 9 del mattino, il Sacramento ha lasciato il convento ed è stato portato in processione per le strade principali e le stradine più nascoste della parrocchia. A guidare la fila i bambini dell'ostello cattolico, che gettavano fiori lungo il percorso e mostravano striscioni dedicati a Cristo Re. I piccoli indossavano gli abiti tradizionali mundari.

Il sacerdote, missionario del Pilar (Società dei missionari di san Francesco Saverio, nata a Goa nel 1887), racconta ad AsiaNews: "La processione è durata circa 90 minuti, con quattro soste per brevi celebrazioni liturgiche. A ogni fermata, i fedeli stendevano un tappeto e allestivano un altare, per ospitare il Sacramento. Prima di iniziare la preghiera, i bambini hanno danzato alcuni balli tradizionali".

Il gruppo, spiega, "è passato davanti ai negozi di cristiani e non cristiani. Ci siamo fermati davanti alle abitazioni delle nostre famiglie cattoliche, che avevano acceso delle lampade fuori per rispetto a Cristo, che sostava davanti alle loro case. Quasi tutti i negozianti, anche non cristiani, sono usciti per assistere alla liturgia".

Dopo un'ora e mezzo, la processione ha raggiunto la chiesa Beata Madre Teresa per la benedizione finale. "Questa celebrazione - sottolinea p. Lino - rinnova l'entusiasmo per la fede nei nostri cattolici. Per me, come missionario del Pilar, ravviva lo zelo missionario in questa comunità e mi ricorda che la vita cristiana è in costante movimento verso Dio. Per i nostri bambini, può sembrare una semplice pratica devozionale, ma in realtà genera in loro una profonda emozione, che li aiuta a rendere più concreta e significativa questa festa".