Kathmandu: un Comitato dell’Asia meridionale contro la schiavitù minorile
di Christopher Sharma
L’evento nasce dall’iniziativa del premio Nobel Satyarthi e dal senatore brasiliano Buarque. L’origine del fenomeno è da ricercare nella povertà e nelle tradizioni dei Paesi dell’Asia meridionale. Il Comitato insiste sull’importanza di una lotta comune e di una migliore educazione. “Gli insegnanti religiosi sono cruciali nel ridurre lo sfruttamento”.

Kathmandu (AsiaNews) - I rappresentanti parlamentari dei Paesi dell’Asia meridionale si sono riuniti per la prima volta per discutere delle politiche necessarie per eliminare il fenomeno della schiavitù minorile. La capitale nepalese ha ospitato sabato e domenica scorsi il primo incontro del “Parliamentarians Without  Borders for Children’s Rights”, una manifestazione che ha raccolto 22 parlamentari provenienti da nove diversi Paesi dell’area.

L’iniziativa è stata promossa dal premio Nobel Kailash Satyarthi, che ha sottolineato l’importanza di una lotta comune contro lo sfruttamento dei bambini: “[Abbiamo bisogno] di una nuova cultura politica nella quale i legislatori di tutto il mondo si uniscano in un’unica iniziativa in difesa dei diritti dei minori. Questo è il punto cruciale per porre fine al lavoro e alla schiavitù minorile”. Secondo Satyarthi, “una simile iniziativa può aiutare a mobilitare il sostegno politico per creare un mondo migliore e più sicuro per i bambini”.

L’origine del fenomeno dello sfruttamento minorile è da ricercare “nelle tradizioni e nelle condizioni di estrema povertà” in cui versano i Paesi dell’Asia meridionale. Per questo il premio Nobel, insieme al senatore brasiliano Cristovam Buarque - che ha co-sponsorizzato l’evento -, ribadiscono l’importanza di un qualificato sistema educativo per eliminare la schiavitù e il traffico dei bambini. Satyarthi inoltre lancia un appello a tutti i leader religiosi, a prescindere dalle singole confessioni, “a lavorare insieme. Il nostro movimento ha bisogno della loro solidarietà. La religione e gli insegnanti religiosi sono cruciali nel ridurre i fenomeni di sfruttamento del lavoro e della schiavitù nella nostra regione”.

In occasione dell’incontro i parlamentari hanno deciso di creare un Comitato di direzione, che avrà il compito di trasformare le decisioni adottate dall’assemblea di Kathmandu in un movimento diffuso a livello internazionale. Nasceranno anche due diversi Segretariati, rispettivamente in Nepal e in Brasile.

Dilli Bahadur Chaudhary, membro dell’Assemblea costituente e rappresentante del Nepal nel Comitato, ha ribadito il suo appoggio nei confronti di tutte le iniziative che saranno adottate in favore dei diritti dei bambini: “Esistono tante organizzazioni che lavorano nello stesso settore, ma abbiamo bisogno di consolidare e unire le nostre risorse per raggiungere un risultato migliore”. Il gruppo ha intenzione di domandare delle azioni più incisive da attuare nell’ambito dell’Agenda per uno sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ha inoltre deciso di offrire supporto finanziario per l’educazione dei bambini delle classi più disagiate, per incoraggiare forme di impresa responsabili e sviluppare una cooperazione internazionale e meccanismi atti a prevenire il traffico transfrontaliero di esseri umani.

Secondo il Global March Against Child Labour - una rete di sindacati, organizzazioni sociali e insegnanti, che agisce a livello mondiale -, nel mondo vengono sfruttati 168 milioni di bambini, di cui la maggior parte in Asia meridionale.

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