Onu ad Astana: Rispettate i diritti umani di chi vive nelle aree inquinate
Nel 2006 il Kazakhstan ha ratificato la Convenzione dell’Onu sui diritti civili e politici che obbliga gli Stati a proteggere e rispettare i diritti dell’uomo. L’inviato dell’Onu ha visitato luoghi contaminati dagli scarichi industriali e da sostanze tossiche radioattive: “Alcuni hanno abbandonato ogni speranza. Altri vogliono trasferirsi. Tutti si aspettano soluzioni concrete”. Il Kazakhstan non rispetta gli standard e le leggi approvate a livello internazionale.

Astana (AsiaNews) - Il Kazakhstan deve rispettare i diritti umani delle popolazioni che vivono in zone inquinate e a contatto con sostanze pericolose. Lo ha detto Baskut Tuncak, inviato speciale delle Nazioni Unite, che ha passato due settimane nel Paese per monitorare la situazione dei diritti umani e la presenza di rifiuti e sostanze tossiche. La sua missione si è conclusa l’8 aprile scorso.

Tuncak ha sottolineato le azioni positive intraprese dall’amministrazione per diminuire l’impatto dei rifiuti tossici prodotti dalle industrie del Paese. L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha elogiato l’adozione di alcuni trattati internazionali in materia di ambiente e diritti umani, leggi interne e programmi nazionali.

L’esperto però ha sottolineato: “Se da una parte queste misure sono degne di lode, durante la mia visita ho visto molte persone che vivono in zone di montagna altamente a rischio, o in città dove è presente un forte inquinamento dell’aria. Alcune abitano in case contaminate da polveri e rifiuti industriali. Ho ricevuto informazioni su discariche con rifiuti tossici e materiale radioattivo illegale”.

L’inviato speciale dell’ONU ha visitato infatti diverse città rinomate per l’inquinamento causato da industrie petrolifere e del gas, dal processo di estrazione dei metalli, dalla produzione di uranio e carbone, dalle emissioni degli scarti industriali. L’esperto riporta le difficoltà che gli abitanti riscontrano nella vita di tutti i giorni: “Gli abitanti hanno problemi per l’aria che respirano, per l’acqua e il cibo contaminato che consumano ogni giorno. Molti di essi sviluppano problemi di salute che sono collegati alla contaminazione da parte di raffinerie, siti minerari, polveri tossiche e radioattive intorno alle loro case”.

“Il diritto alla vita - denuncia l’inviato - alla salute, alla casa e al cibo di queste popolazioni a rischio è minato, negato o apertamente violato a causa delle conseguenze della pericolosa contaminazione dell’ambiente in cui esse vivono”. “Molte di queste vittime non sanno cosa fare. Alcuni hanno abbandonato ogni speranza. Altri aspettano di trasferirsi in luoghi più sani. Tutti vogliono una soluzione effettiva e duratura”.

Tuncak ricorda che il Kazakhstan ha ratificato nel 2006 la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (adottata dall’Onu nel 1966). L’art. 2 della Convenzione specifica che gli individui hanno diritto ad un’effettiva soluzione e gli Stati sono obbligati a sanare le violazioni attraverso le autorità competenti.

A settembre il rapporto finale dell’inviato verrà presentato al Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Intanto l’esperto sostiene che “l’impegno del governo nella protezione e promozione dei diritti fondamentali dell’uomo deve trasformarsi in realtà”. Le autorità di Astana “devono agire in conformità con gli standard e le leggi internazionali in materia di diritti umani”.

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