Confermata la pena capitale per un leader islamico, “giustiziere” degli intellettuali del 1971
di Sumon Corraya
Ali Ahsan Mohammad Mojaheed, del Jamaat-e-Islami, è colpevole di crimini contro l’umanità. In protesta con la sentenza, il partito fondamentalista ha indetto un blocco totale del traffico (hartal) per domani. Timore di nuove violenze.

Dhaka (AsiaNews) – La Corte suprema del Bangladesh ha confermato la pena capitale per Ali Ahsan Mohammad Mojaheed, leader del Jamaat-e-Islami, per crimini contro l’umanità commessi durante la guerra di Liberazione dal Pakistan (1971). I giudici hanno pronunciato oggi la sentenza definitiva, rispondendo al ricorso presentato dai legali dell’imputato. In tutta risposta, il partito fondamentalista islamico ha indetto un hartal (blocco totale del traffico) per domani su scala nazionale.

Il 67enne leader islamista, che tra il 2001 e il 2006 è stato ministro durante il governo di coalizione del Bangladesh Nationalist Party (Bnp, nazionalista) e del Jamaat, aveva attratto molte critiche nel 2007, sostenendo che nel Paese non ci fossero criminali di guerra.

Mojaheed è stato condannato a morte il 17 luglio 2013 da uno dei “tribunali internazionali di guerra”, appuntati dal governo Awami League proprio per arrivare  auna condanna dei criminali del 1971. Il leader islamico è stato riconosciuto colpevole per il massacro di oltre 100 intellettuali e l’omicidio di nove indù a Faridpur.

Mojhaheed ha sempre negato tutte le accuse, dicendo che era false e fabbricate a tavolino. Intanto, preoccupa l’hartal indetto dal Jamaat per domani, che potrebbe causare nuovi disordini nel Paese.

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