Hong Kong, Pechino offre un tè e un ramoscello d’ulivo ai deputati del Legco
Il massimo rappresentante del governo centrale cinese nel Territorio invita i deputati del Consiglio legislativo – e per la prima volta anche i giornalisti – a un ricevimento nella sede dell’ufficio. Secondo il funzionario, la riforma elettorale “ha beneficiato del contributo di tutti. La lezione nata dal voto è una lezione che vale la pena apprendere”.

Hong Kong (AsiaNews) – Il governo centrale cinese ha offerto un tè ai deputati del Consiglio legislativo che la scorsa settimana hanno votato contro la riforma elettorale proposta da Pechino. All’incontro, per la prima volta, sono stati ammessi anche i giornalisti. Durante il confronto, il presidente dell’Ufficio cinese per i rapporti con Hong Kong Zhang Xiaoming ha lodato il sostegno dei 40 deputati vicini alla Cina ma non ha attaccato i democratici, che con il loro voto negativo hanno bloccato la riforma. Al contrario, ha definito proprio il voto “una lezione che vale la pena apprendere”.

La consultazione si è svolta nel pomeriggio del 17 giugno. I 27 rappresentanti democratici hanno mantenuto le promesse e si sono opposti alla riforma: insieme a loro ha votato il dott. Leung Ka-la, membro di un gruppo affiliato a Pechino e rappresentante del settore medico dell’ex colonia britannica. I deputati dell’Alleanza democratica per il miglioramento e il progresso di Hong Kong, la Federazione dei sindacati e l’Unione commerciale e professionale – tutte sigle da sempre vicinissime al governo, sia locale che centrale – sono invece usciti dal Consiglio un minuto prima della chiama. In questo modo, il pacchetto ha ottenuto soltanto 8 voti a favore.

Nonostante alcuni temessero una reazione negativa da parte della Cina, Zhang ha voluto chiarire che il percorso “è ancora lungo, e va fatto con la maggior partecipazione possibile”. Nel suo discorso, pubblicato anche sul sito internet dell’Ufficio, il funzionario ha voluto ringraziare i deputati pro-Cina “per il loro lavoro indefesso e per lo stress ricevuto”, aggiungendo che la questione del suffragio universale “è una delle più controverse, difficili e lunghe questioni mai verificatosi ad Hong Kong dal ritorno alla madrepatria”.

Nonostante “gli incidenti” avvenuti nel processo di voto, ha concluso il politico, “la lezione che se ne trae è una lezione che vale la pena apprendere. Gli sforzi di tutte le parti in causa hanno generato effetti per la maggior parte positivi nel lavoro della riforma politica, con un impatto a lungo raggio”. Ora che il dibattito sembra essere chiuso “Hong Kong deve mettere da parte gli argomenti politici e concentrarsi sullo sviluppo dell’economia, sul miglioramento dello stile di vita della popolazione e sull’armonia”. 

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