I tibetani di tutto il mondo in festa per l’80mo compleanno del Dalai Lama
Il leader buddista è nato il 6 luglio, ma secondo il calendario tradizionale è stato festeggiato a fine giugno. Presenti le massime autorità politiche dell’Arunachal Pradesh, del governo tibetano in esilio e delle quattro tradizioni del buddhismo tibetano. Al Dalai Lama è stata donata una statua di Buddha e il tradizionale Mandala. Tenzin Gyatso: “Abbiate a cuore la felicità degli altri. In questo modo aiuterete chiunque”.

Lhasa (AsiaNews) - I tibetani di tutto il mondo festeggiano in questi giorni l’80mo compleanno del Dalai Lama, che nel mondo occidentale si celebra il 6 luglio. Secondo il calendario lunare tibetano invece, i festeggiamenti per la massima autorità spirituale del buddhismo si sono svolti a fine giugno. Alla cerimonia erano presenti le più alte cariche del governo tibetano in esilio in India e del governo dello Stato dell’Arunachal Pradesh (nel nord-est dell’India).

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, ha ricevuto in dono il tradizionale mandala da Sakya Ghongma Rinpoche, alla presenza dei più alti esponenti delle quattro tradizioni del buddhismo tibetano e del Bon. Hanno partecipato anche Nabam Tuki, chief minister dell’Arunachal Pradesh, Sri Pema Khandu, ministro del governo locale, Lobsang Sangay, primo ministro del governo tibetano, Penpa Tsering, presidente del Parlamento tibetano e diversi altri ministri e membri dello stesso parlamento.

La popolazione e il governo dell’Arunachal Pradesh hanno regalato al Dalai Lama una statua di Buddha Sakyamuni [Buddha storico - ndr], per rendere onore al suo contributo dato all’umanità. Il primo ministro Sangay ha ringraziato il Dalai Lama a nome di tutto i popolo tibetano, anche quello in esilio, per la sua leadership e l’impegno a favore della causa tibetana svolto in tutto il mondo.

Da parte sua, il Dalai Lama ha ringraziato i partecipanti per aver organizzato una festeggiamento in suo nome. Egli ha dichiarato: “Il miglior regalo per me è che voi siate fedeli agli insegnamenti di Buddha e continuate a esseri custodi della ricca tradizione di Nalanda [la più importante università buddhista dell'India antica - ndr]”. “La lingua tibetana - ha continuato - è l’unica lingua in grado di spiegare le grandi scritture della tradizione di Nalanda. La lingua tibetana non sarà vantaggiosa per la vita di tutti i giorni ma è l’unico mezzo con cui si può spiegare la Nalanda. E questa tradizione può essere di aiuto per tutta l’umanità. Non si tratta solo di credenza religiosa, è lo studio della mente”.

Il Dalai Lama ha poi aggiunto: “Quanto più avete a cuore la felicità degli altri, tanto più grande sarà il vostro senso di benessere. Senza dubbio, se coltiverete questo senso aiuterete chiunque”. Inoltre ha dichiarato che l’India deve realizzare che il messaggio che egli porta nel mondo è un messaggio indiano. “Io mi considero ‘figlio dell’India’ ovunque vado. Vivo in questa terra da oltre 56 anni e il mio corpo dimora nel riso che cresce in questa terra”. 

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