La Russia ospita il summit Brics, a raduno le potenze ‘alternative’ all’Occidente
Quest’anno l’evento si terrà contemporaneamente con il vertice dell’Organizzazione di Shanghai per la sicurezza, sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Mosca e la Nato, ma anche degli sgoccioli del negoziato sul nucleare iraniano e lo spettro dell’uscita della Grecia dalla zona euro. E’ l’occasione per rilanciare con forza la politica di Russia e Cina per un mondo multipolare e meno influenzato dagli Usa: atteso il lancio della Banca.

Mosca (AsiaNews) - Dimostrare che, nonostante le sanzioni di Europa e Usa, la Russia non è isolata a livello internazionale e offrire un’alternativa sia finanziaria, che militare alle istituzioni occidentali nel momento di maggiore tensione con l’Occidente dai tempi della Guerra Fredda; con questo obiettivo, la Russia ospita dall’8 al 10 luglio il doppio appuntamento del summit dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e quello dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Sco), l’alleanza con Cina, Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan sui temi della sicurezza, a cui si apprestano ad unirsi le potenze nucleari di India e Pakistan e a cui aspira anche l’Iran, che partecipa in veste di osservatore. A ospitare l’evento sarà Ufa, capitale della repubblica del Bashkortostan, nella regione del Volga, fondata da Ivan il Terribile e dal grande potenziale di sviluppo grazie ai suoi giacimenti petroliferi.

Economia e sicurezza i temi centrali

Il summit Brics, come ha reso noto il Cremlino, tratterà i temi più attuali dell’agenda internazionale: la crisi ucraina, la Siria e il Medio Oriente, il programma nucleare di Teheran e la situazione in Grecia, dopo la vittoria del ‘no’ nel referendum sull’austerity e la prospettiva di un’uscita di Atene dalla zona euro. Ma sarà proprio l’economia il centro del vertice: si parlerà della riforma dell’Fmi per  dare al suo interno maggiore peso alle economie emergenti; verrà  lanciata la Banca di Sviluppo dei Brics e istituito l’annunciato pool di riserve valutarie da 100 miliari di dollari, pensato per ‘soccorrere’ i Paesi in crisi finanziaria. Si tratta di due iniziative con cui i ‘Cinque’ - come i media russi chiamano i Brics - mirano a rimodellare il sistema finanziario mondiale, attualmente dominato dalle istituzioni occidentali.

 “Al summit - ha detto una fonte governativa brasiliana alla Reuters - renderemo operative le nostre due maggiori istituzioni. Nessuno pensava che sarebbe stato possibile un anno fa, quando abbiamo ratificato le proposte”. Si lavora per rafforzare la cooperazione finanziaria anche in formato bilaterale, in un’ottica di contrappeso al potere del dollaro. Come stanno facendo Cina e Russia, che hanno aumentato il volume di transazioni reciproche in valuta nazionale, con la Borsa di Mosca che ha iniziato il trading dei futures su base bivalutaria rublo-yuan e con l’ingresso della Federazione nel capitale dell'Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), dove è tra i primi tre azionisti  con Cina e India. 

Per Putin, la cui agenda si è spostata ad Est dopo essere stato escluso dal G8 per l’annessione della Crimea l’anno scorso, il vertice di Ufa è anche l’occasione per mostrare che il suo Paese può fare a meno dei partner storici. I Brics rappresentano un quinto dell’economia mondiale e il 40% della popolazione della Terra. Nel quadro dell’inasprito confronto con la Nato, volere contemporaneamente al summit dei Cinque anche il vertice della Sco, appare un segnale diretto all’Alleanza e agli Stati Uniti. “I Brics sono diventati un fattore influente nella politica internazionale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, negando che il gruppo sia diretto “contro qualcuno” e lodandone invece “l’importante ruolo stabilizzatore”.

Il tema della sicurezza e della lotta all’Isis, che minaccia anche l’Asia centrale e l’Afghanistan, dove Pechino sta estendendo i suoi interessi, sarà affrontato in modo più approfondito proprio dall’Organizzazione di Shanghai, come ha detto il vice ministro degli Esteri di Pechino, Cheng Guoping. Il summit Sco, in programma per il 10 luglio, dovrebbe sancire l’avvio del processo di adesione delle due potenze rivali India e Pakistan; si tratta del primo allargamento dell’Organizzazione dal 2001, quando ai Paesi fondatori si unì l’Uzbekistan.

Limiti e rivalità

Analisti politici indipendenti fanno notare che nonostante lo sfoggio di unità, i Brics sono ben lontani dal raggiungere i loro principali obiettivi e i rapporti tra Cina e Russia (con quest’ultima diventata per la prima volta il maggiore fornitore di greggio di Pechino) meno idilliaci di quanto si immagini. La Banca per lo Sviluppo è stata proposta nel 2012 e la sua partenza continua a essere rimandata; al summit dell’anno scorso in Brasile si era deciso che il quartier generale dovesse essere a Shanghai, ma la Repubblica popolare ha ratificato la banca solo la settimana scorsa e non ci si aspetta che diventi operativa prima del prossimo anno; il suo capitale, inoltre, deve essere ancora valutato per emettere debito.

Cina e Russia, inoltre, sono in competizione per l’influenza in Asia Centrale: il pivot a Est del Cremlino si sovrappone ai progetti di sviluppo della nuova via della Seta.

Durante queti giorni, Putin e Xi Jinping avranno un incontro bilaterale, l’ottavo da quando Xi è diventato presidente della Cina. Il leader del Cremlino vedrà, a margine dei due vertici, 12 capi di governo e di Stato internazionali, tra cui l’iraniano Hassan Rohani e l’indiano Narendra Modi. 

russia_-_0707_-_brics.jpg