Borse cinesi: quarto giorno in rosso per Shanghai; Hong Kong in leggera ripresa
Lo Shanghai Composite chiude a mezzogiorno perdendo il 4,3%; Hong Kong guadagna l’1,6%. Nelle prossime ore nuova iniezione di liquidità da parte della Banca popolare cinese. Nella giornata nera di ieri, l’uomo più ricco d’Asia ha perso 3,6 miliardi di dollari.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Borsa cinese perde punti percentuali per il quarto giorno consecutivo, formando la striscia negativa più lunga dal 2007. Lo Shanghai Composite ha iniziato la giornata in rosso per il 6%, e ha chiuso a mezzogiorno con un perdendo il 4,3. Dopo la giornata drammatica di ieri, gli altri titoli asiatici sono in leggera ripresa: l’Hang Seng Index di Hong Kong ha guadagnato l’1,6%, il coreano Kospi l’1,3%. La Shanghai Security News riporta che la Banca popolare cinese inietterà ulteriori 150 miliardi di yuan, ricomprando titoli per i prossimi sette giorni.

Mikhail Zverev, capo del dipartimento azioni globali della Standard Life Investments crede che “per noi, il crollo del mercato è un’opportunità di comprare. A livello globale, il rallentamento della Cina crea vento contrario per i capitali industriali. Ma non vediamo una mancanza di opportunità per investimenti in azioni specifiche”. Non tutti sono così ottimisti. Oggi la Ing ha comunicato che “la volatilità globale del mercato persisterà nei prossimi giorni e settimane, sostenuta dall’ansia crescente per la crescita della Cina”.

Quella di ieri è stata una giornata nera per gli uomini più ricchi del pianeta. L’uomo più facoltoso d’Asia, l’imprenditore immobiliare cinese Wang Jialin, ha bruciato in un sol giorno 3,6 miliardi di dollari del proprio patrimonio. Bill Gates è stato il secondo più colpito, perdendo 3,2 miliardi.

Xu Xiang, giornalista di Jiangsu, racconta che la difficile situazione degli investitori privati cinesi: “Tutti sono o in pareggio o in perdita e molte aziende stanno licenziando personale. Un gran numero di miei amici che lavorano nel settore manifatturiero vanno in ufficio a giorni alterni”. In Cina, racconta il giornalista, i prestiti sono sempre più difficili da trovare, e uno dei settori più colpiti è quello alimentare: “I grandi ristoranti affrontano tempi duri, la gente li evita per non spendere tanto. I ristorantini di strada fanno più affari”.

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