Papa: Giubileo, la tenerezza di Dio per le donne che hanno abortito, i lefebvriani, i carcerati, i malati
In una Lettera inviata a mons. Rino Fisichella, papa Francesco stabilisce nuove condizioni per ricevere l’indulgenza, oltre quelli tradizionali. Tutti i sacerdoti potranno perdonare il peccato di aborto, preparandosi con “una genuina accoglienza” dei peccatori. Vivere la prova della malattia e della solitudine “come esperienza di vicinanza al Signore”. Speranza in una grande amnistia. La porta della cella come la Porta Santa. Praticando le opere di misericordia si riceve l’indulgenza plenaria. Segni di riconciliazione con la Fraternità S. Pio X.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Poteri speciali a tutti i sacerdoti per assolvere dal peccato di aborto; riconoscimento della validità dell’assoluzione ricevuta dai sacerdoti della Fraternità S. Pio X (lefebvriani); indulgenza plenaria per i malati, impossibilitati a uscire di casa o andare a messa; indulgenza anche per i carcerati, per i quali la “porta della cella” può essere simbolo del “passaggio della Porta santa”; indulgenza giubilare per chi compie opere di misericordia, “frutto dell’evento stesso”, senza aggiunta di preghiere, messe o pellegrinaggi.

Sono alcuni dei “punti” che papa Francesco ha voluto “focalizzare” in una Lettera inviata a mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e diffusa oggi dalla Sala Stampa vaticana. La Lettera porta la data di oggi stesso, 1 settembre.

Il pontefice ribadisce anzitutto il suo desiderio che “il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace”. Per questo, egli ricorda la via tradizionale per acquistare l’indulgenza plenaria (passaggio della Porta della Misericordia a Roma, nella cattedrale diocesana o nei santuari stabiliti; sacramento della riconciliazione; comunione; professione di fede; preghiera secondo le intenzioni del papa).

Perdonare l’aborto

Ma da subito egli pensa “a quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa”. Nel tentativo di allargare il più possibile un “momento di incontro con la misericordia di Dio”, egli stabilisce che “tutti i sacerdoti” per l’Anno Giubilare abbiano “la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”.  Di solito questo peccato è perdonato solo da sacerdoti stabiliti dai vescovi diocesani. Dando questa potestà, il pontefice chiede però che essi “si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso, e indicare un percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza”.

Sul tema dell’aborto e della vita nella Chiesa e fuori vi è spesso una specie di scontro fra intransigenti e lassi.  Il papa suggerisce di guardare la questione con più misericordia, senza negare il peccato. “Uno dei gravi problemi del nostro tempo – egli dice -  è certamente il modificato rapporto con la vita. Una mentalità molto diffusa ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita. Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre”.

La Porta Santa in carcere

Per i carcerati, egli spera che vi sia una “grande amnistia” per coloro “che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società”. E propone ai prigionieri un modo speciale di “passare” attraverso la Porta Santa: “ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà”.

Per i malati, le persone anziane e sole l’indulgenza giubilare viene dall’accettare le loro sofferenze “come esperienza di vicinanza al Signore”: “Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare”.

Praticare le opere di misericordia

L’indulgenza potrà essere ricevuta anche praticando le opere di misericordia corporali e spirituali: “Ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare. Di qui l’impegno a vivere della misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo per la forza dell’amore del Padre che nessuno esclude. Si tratterà pertanto di un’indulgenza giubilare piena, frutto dell’evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e carità”.

Infine, Francesco, sperando che in un “prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità” S. Pio X,  stabilisce che “quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati”.

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