Molucche, tornano 1.500 profughi, ma le case non sono pronte

Sono vittime degli scontri tra cristiani e musulmani. Denunciano: il governo non ci ha dato i risarcimenti promessi, le abitazioni ricostruite mancano dei servizi di base.


Ambon (AsiaNews) – I profughi degli scontri tra cristiani e musulmani nelle Molucche tornano a casa, ma senza i risarcimenti promessi dal governo e in abitazioni ricostruite in modo incompleto. Il Centro di crisi della diocesi di Amboina rende noto che dopo 4 anni trascorsi nelle isole Kei circa 1.500 rifugiati cristiani sono tornati a Kasui - sud est dell'isola di Ceram. Come loro sono tornate anche altre 500 persone, che avevano trovato riparo ad Ambon - città principale delle Molucche. Questi vanno ad aggiungersi alle 436 famiglie (1.859 persone) che da poco hanno cominciato a tornare nel villaggio di Kariu – isola di Haruku, est dell'isola di Ambon.

I profughi hanno ricevuto una buona accoglienza dagli abitanti musulmani della zona, ma lamentano la mancata assistenza del governo sia nei risarcimenti che nella ricostruzione delle loro case, danneggiate durate il conflitto interreligioso; questo dal 1999 al 2001 ha causato 5 mila morti e mezzo milione di profughi. Sono 108 le famiglie che hanno protestato per non aver ricevuto i fondi governativi promessi per la ricostruzione delle abitazioni e diverse centinaia quelle che denunciano la bassa qualità degli edifici ricostruiti dal governo: mancano finestre, cucina e bagni.

Il governatore Karel Albert Ralahalu, che ha accompagnato i rifugiati nel viaggio di ritorno, ha promesso di prendere provvedimenti contro le ditte che avevano l'appalto per la ricostruzione e di controllare il numero esatto dei profughi. Entrambi gli aspetti sono legati alla corruzione profondamente diffusa e radicata in Indonesia.

Da più parti si è anche ipotizzato che l'attentato al villaggio di Loki, nell'isola di Semar (16 maggio) fosse stato organizzato per distogliere l'attenzione dagli scandali di corruzione legati alla ricostruzione nell'arcipelago.

Dalla corruzione non sarebbero esenti nemmeno gli stessi profughi. Sebbene molti di loro siano già tornati a casa, non se ne ha ancora una cifra esatta. I rifugiati, con la complicità degli impiegati pubblici locali, si registrano più volte e in posti differenti in modo da poter richiedere maggiori risarcimenti.

La zona settentrionale di questo arcipelago a nordest di Jakarta è colpita da un'altro grave problema: la malnutrizione tra i bambini, che sta mietendo numerose vittime. Il dipartimento della Sanità delle Molucche Nord ha reso noti 706 casi di malnutrizione tra bambini sotto i 5 anni da gennaio a marzo del 2005. La situazione in molti casi non è dovuta alla povertà, ma all'ignoranza: numerosi abitanti non conoscono i principi di una sana alimentazione, di misure sanitarie per la prevenzione e del contagio per malattie come malaria, tubercolosi e HIV/AIDS.

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