India, estremisti indù: "Nuovi attacchi se non passa il bando sul manzo"
di Nirmala Carvalho
La minaccia proviene dal leader locale del gruppo ultranazionalista indù Vishwa Hindu Parishad. La mucca è considerata manifestazione del divino nella religione induista. Una rissa violenta per un pezzo di manzo ritrovato. Cristiani minacciati di espulsione dal villaggio, se non rinnegare la propria fede. Presidente Gcic: “Rispettare le opinioni altrui è fondamentale in una democrazia pluralistica”.

Ranchi (AsiaNews) - Pramod Mishra, leader del Vishwa Hindu Parishad (Vhp, gruppo ultranazionalista indù) nello Stato indiano di Jharkhand, ha minacciato ritorsioni se il governo locale guidato dal Bjp (Bharatiya Janata Party, nazionalista indù) non bandirà in modo definitivo la vendita e il commercio della carne di manzo. La dichiarazione segue di pochi giorni gli scontri avvenuti tra due comunità locali in seguito al ritrovamento di un pezzo di carne di vacca in un tempio indù a Doranda (un quartiere della capitale statale). Due persone sono rimaste ferite da colpi di pistola sparati durante la rissa. Secondo Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), la restrizione al consumo di carne di vacca è diretta però a colpire le minoranze, in particolare i cristiani, già bersaglio di attacchi negli ultimi mesi.

Nell’induismo la vacca è una manifestazione del divino: per questo ucciderla o mangiarla è considerato un peccato, e i bramini (sacerdoti, la casta più alta – ndr) si astengono dal farlo. Solo i dalit (i fuoricasta) – considerati impuri e per questo chiamati anche “intoccabili” – la consumano e la toccano, lavorandone la pelle.

Il 27 settembre Mishra ha dichiarato: “Noi richiediamo il bando in tutto lo Stato [di Jharkhand]. Quando la macellazione della mucca è stata bandita nel 2005, l’attuale chief minister Raghubar Das era ministro del governo statale. Ma ora non sta facendo più nulla per rendere effettiva la legge”. “Scriveremo al presidente dell’India – ha continuato –, al primo ministro [dell’Unione], al governatore e tutte le altre autorità affinchè il governo locale applichi in modo severo la legge che proibisce la macellazione della carne di manzo. Chiediamo che venga istituita un tribunale speciale per arrestare le persone coinvolte nel commercio del bestiame”.

Parlando ad AsiaNews, Sajan K George spiega: “Il bando del manzo negli Stati guidati dal Bjp è segno infausto di una crescente intolleranza e divisione settaria. Da quando i nazionalisti indù hanno ottenuto una vittoria storica con l’elezione a primo ministro di Narendra Modi, le aspirazioni e gli atteggiamenti della maggioranza indù e delle organizzazioni che sostengono l’idea di uno Stato confessionale induista hanno guadagnato sempre più rilievo”.

Nei mesi scorsi infatti anche lo Stato del Maharashtra (con il Bjp alla guida) ha bandito la carna di mucca, considerata sacra per la religione indù. La carne di manzo però fa parte della dieta tradizionale dei cristiani e dei musulmani, minoranze religiose nel Paese, e il bando colpisce in maniera pesante il principale mezzo di sostentamento di queste comunità.

Non solo, l’attivista prosegue riportando i recenti attacchi subiti dalle piccole comunità cristiane pentecostali di Lupungi Masasai, Jagnathpur e Chaibasa (sempre nello stesso Stato di Jharkhand), nei quali quattro famiglie tribali di cristiani sono state convocate davanti al consiglio del villaggio e minacciate di essere espulse dalla comunità se non avessero rinnegato la propria fede. In caso di rifiuto, i loro certificati di appartenenza alle comunità tribali sarebbero stati cancellati. Stessa sorte è toccata ad altre 30 famiglie di cristiani dei villaggi vicini.

Il presidente del Gcic riporta inoltre l’attacco a 35 fedeli riuniti in preghiera nel villaggio di Hutugdag (nel distretto di Palamu), aggrediti da circa 15 estremisti indù armati di bastoni e manganelli. Quattro cristiani sono rimasti feriti in modo grave. “Questo bando – conclude – è diretto in modo specifico contro le minoranze e le priverebbe della maggiore fonte di reddito, mettendo a repentaglio la vita e l’alimentazione di base. Rispettare le opinioni altrui è fondamentale in una democrazia pluralistica”.

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