Missonario Pime: Il Giubileo “occasione di pace per i musulmani di Mindanao”
P. Sebastiano D’Ambra ha fondato 30 anni fa il Silsilah Forum, movimento per il dialogo tra cristianesimo e islam. Secondo il sacerdote, “anche per i fedeli di Allah è importante il discorso sulla misericordia, come testimonia molto bene il messaggio del Corano”. Il missionario opera a Mindanao, isola a forte densità islamica: “Fra poco ci saranno le elezioni politiche e si prevedono violenze. Dobbiamo dialogare anche sulla presenza dell’Isis, di cui nessuno parla”.

Manila (AsiaNews) – L’apertura del Giubileo straordinario della misericordia “è un’occasione per i cristiani ma anche per i musulmani. Anche per loro è importante il discorso sulla misericordia, come testimonia molto bene il messaggio del Corano”. Lo dice ad AsiaNews p. Sebastiano D’Ambra, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) a Zamboanga (Mindanao), regione a forte presenza islamica nel sud delle Filippine. Il sacerdote ha fondato 30 anni fa il Silsilah Forum, movimento per il dialogo e la pace fra musulmani e cristiani, e segue tuttora numerosi gruppi interreligiosi.

“Il giorno dell’apertura del Giubileo – racconta p. D’Ambra – mi trovavo a Manila con un gruppo di cristiani e musulmani chiamato Interfaith Council of Leaders. Il movimento opera nel quartiere di Quiapo, nel centro di Manila, dove ci sono una grande moschea e una famosa chiesa. Lì, da qualche anno, abbiamo aperto con la parrocchia un gruppo di dialogo interreligioso. L’8 dicembre ho tenuto una riflessione, ricordando la festa dell’Immacolata concezione e sottolineando l’importante occasione che questo Giubileo rappresenta anche per i musulmani. Ho ripreso alcuni passi della Bolla d’indizione [Misericordiae Vultus ndr], in cui il papa cita alcuni versi del Corano sulla misericordia”.

Oggi il missionario è a Iligan, città nel nord del Mindanao, “perché sto cercando di avvicinare i vari gruppi interreligiosi che abbiamo nell’isola. Ci sono molti progetti che stanno andando avanti – afferma il sacerdote – e nei prossimi mesi vogliamo intensificare la presenza nelle città dei gruppi del Silsilah Forum. Questi sono composti dagli studenti che hanno seguito i nostri corsi da 30 anni a questa parte. Ora abbiamo 20 gruppi, guidati ognuno da un leader musulmano e uno cristiano”.

Il tema del momento su cui occorre dialogare, sottolinea p. D’Ambra, “è la violenza che rischia di dilagare da queste parti. A Mindanao c’è una situazione delicata: nei prossimi mesi ci saranno le elezioni locali e si prevedono diversi sequestri di persona e altre violenze, come capita di solito in questi periodi. Parleremo anche della presenza dell’Isis nella nostra regione, su come minimizzare il rischio di radicalizzazione e incoraggiare i leader ad essere aperti. Molti di loro hanno paura di parlare, ma sanno la verità”.

Dal 1984 il Silsilah Forum cerca di allentare tensioni e placare i focolai di violenza religiosa. Un compito che è radicato nel nome stesso del movimento, derivato dalla mistica islamica sufi, che significa “catena” o “legame” che unisce l’uomo a Dio.

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