Papa: Conversione e gioia, anche se “il mondo è assillato da tanti problemi”
All’Angelus papa Francesco invita a “cambiare direzione di marcia”, prendendo “la strada della giustizia, della solidarietà, della sobrietà”. Conversione anche per i pubblicani (gli “esattori delle tasse”), invitati a “non fare tangenti”. Chi si converte e si avvicina al Signore sente la gioia”. La Conferenza di Parigi sul clima necessita di “impegno e generosità”. La Conferenza di Nairobi dell’Omc tenga conto “dei bisogni dei poveri e delle persone più vulnerabili”. Il saluto ai detenuti del carcere di Padova, dove si è aperta la “Porta della Misericordia”. A cristiani e musulmani amici dei Focolari: “Andate avanti con coraggio. Siamo tutti figli di Dio”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Gli atteggiamenti dominanti per i cristiani in questo tempo di Avvento sono la conversione e la gioia. È l’esortazione che papa Francesco ha rivolto a tutti i pellegrini raccolti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus. In mattinata egli aveva presieduto la liturgia in san Giovanni in Laterano, dove ha aperto la Porta Santa della cattedrale di Roma, in concomitanza con le aperture della Porta santa nelle diverse cattedrali del mondo.

La conversione è “la sintesi del messaggio del Battista”, citato nel vangelo della liturgia di oggi. Significa che “bisogna cambiare direzione di marcia – ha detto Francesco -  e intraprendere la strada della giustizia, della solidarietà, della sobrietà: sono i valori imprescindibili di una esistenza pienamente umana e autenticamente cristiana”.

Il papa si è richiamato al vangelo, in cui pubblicani e soldati domandano a Giovanni Battista “cosa dobbiamo fare” per convertirsi. Parlando dei pubblicani (“gli esattori delle tasse”), ai quali Giovanni chiede di non esigere nulla di più “del dovuto”, Francesco ha aggiunto a braccio: “Cosa vuol dire questo? Non fare tangenti: è chiaro!”

Ad ogni modo, ha spiegato, “nessuna categoria di persone è esclusa dal percorrere la strada della conversione per ottenere la salvezza, nemmeno i pubblicani considerati peccatori per definizione. Dio non preclude a nessuno la possibilità di salvarsi. Egli è ansioso di usare misericordia verso tutti e di accogliere ciascuno nel tenero abbraccio della riconciliazione e del perdono”.

L’invito alla gioia è presente due volte nella liturgia di oggi (Sofonia 3,14 e Filippesi 4,4).  “Oggi – ha commentato - ci vuole coraggio a parlare di gioia, ci vuole soprattutto fede! Il mondo è assillato da tanti problemi, il futuro gravato da incognite e timori. Eppure il cristiano è una persona gioiosa, e la sua gioia non è qualcosa di superficiale ed effimero, ma di profondo e stabile, perché è un dono del Signore che riempie la vita. La nostra gioia deriva dalla certezza che «il Signore è vicino» (Fil 4,5)”. E a braccio ha ribadito: “Chi si converte e si avvicina al Signore sente la gioia”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha ricordato la Conferenza sul clima, appena conclusa a Parigi. Egli ha detto che la realizzazione delle decisioni prese richiede “impegno e generosità” ed ha auspicato che vi sia “attenzione ai popoli più poveri e una solidarietà che diventi sempre più fattiva”.

Un altro appuntamento da lui messo in luce è la Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Internazionale del Commercio, che si terrà a Nairobi  il 15 dicembre. “Mi rivolgo – ha detto - ai Paesi che vi parteciperanno, affinché le decisioni che saranno prese tengano conto dei bisogni dei poveri e delle persone più vulnerabili, come anche delle legittime aspirazioni dei Paesi meno sviluppati e del bene comune dell’intera famiglia umana”.

Il pontefice ha poi salutato i detenuti del carcere di Padova, dove si è svolta oggi una cerimonia di apertura della “Porta della Misericordia”. Il papa vuole che per questo Anno Santo tali “Porte” siano aperte “nei luoghi di disagio e di emarginazione”.

Francesco ha rivolto un ultimo saluto a rappresentanti del Movimento dei Focolari presenti in piazza insieme a membri di alcune comunità islamiche. Con entusiasmo egli ha detto: “Andate avanti, andate avanti con coraggio nel vostro percorso di dialogo e di fraternità. Perché tutti siamo figli di Dio!”.

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