Nguyen Van Dai, avvocato cristiano, arrestato per “propaganda contro lo Stato”
Circa 20 agenti di polizia hanno fatto irruzione nella casa del dissidente e lo hanno arrestato mentre si recava ad un incontro sui diritti umani con membri dell’Unione Europea. I poliziotti hanno confiscato computer e simboli cristiani in cerca di prove. Già imprigionato dal 2007 al 2011, Nguyen Van Dai era stato uno dei primi firmatari della petizione che chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Rischia fino a 20 anni di reclusione.

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – L’avvocato dissidente Nguyen Van Dai è stato arrestato ieri ad Hanoi con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. L’uomo, di fede cristiana, aveva già scontato una pena di quattro anni per lo stesso capo d’imputazione. Dai era stato aggredito e picchiato una settimana fa da uomini mascherati per aver tenuto lezioni pubbliche sui diritti umani.

L’avvocato, 46 anni, è stato preso in custodia da almeno 20 agenti mentre si recava ad un appuntamento con rappresentanti dell’Unione Europea che, il giorno prima, avevano avuto un incontro bilaterale con le autorità vietnamite sui temi dei diritti umani. Secondo la testimonianza fornita dalla moglie Khanh, i poliziotti hanno fatto irruzione nella loro abitazione verso le 8.30 del mattino e, in cerca di prove, hanno confiscato due computer portatili, uno fisso, alcune chiavette Usb, una fotocamera e due videocamere, un quaderno della contabilità domestica e “tutto ciò che avesse un logo dei diritti umani”.

“Hanno arrestato mio marito per l’Articolo 88 – afferma la donna – e ci hanno informato che lo terranno per almeno quatto mesi nella prigione B14 [di Hanoi]”. Gli agenti “considerano qualsiasi cosa nella mia casa una prova della sua ‘posizione anti-governativa’”, dice Khanh, aggiungendo alla lista degli oggetti requisiti anche “una maglietta con scritto ‘Oggi Hong Kong, domani il Vietnam’ e tutte le nostre lezioni sulla società civile realizzate dall’ambasciata degli Stati Uniti”.

Le autorità hanno portato via anche ogni simbolo cristiano che hanno trovato: “Crediamo in Gesù – afferma la moglie – e ho spiegato loro che è la nostra religione…ma essi hanno ignorato le mie parole”.

Nel 2006 Nguyen Van Dai ha fondato il Comitato dissidente per i Diritti umani in Vietnam, ora chiamato Vietnam Human Rights Centre. L’avvocato è uno dei primi firmatari della petizione online per la libertà e la democrazia del 2013 che (sostenuta dalla Chiesa cattolica) chiedeva la fine del partito unico in Vietnam.

Tra il 2007 e il 2011 Nguyen Van Dai era stato incarcerato con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. Da allora, la sua licenza di avvocato è stata revocata. L’Articolo 88 del codice penale prevede dai tre ai 20 anni di carcere.

Secondo il movimento attivista internazionale Human Rights Watch (Hrw) al momento vi sono fra i 150 e i 200 blogger e attivisti rinchiusi nelle carceri vietnamite, con la sola colpa di aver voluto esercitare (e difendere) diritti umani fondamentali.