Kathmandu e Delhi siglano un’intesa “di pari livello” per la ricostruzione dopo il terremoto
di Christopher Sharma

I premier Oli e Modi hanno firmato sette accordi commerciali. Tra questi, una linea di trasmissione elettrica e lo stanziamento di fondi per la ricostruzione di case e strade danneggiate dal sisma. Un accordo prevede lo scambio di intellettuali tra le accademie, un altro pianifica la costruzione di un’autostrada. Nominato anche un gruppo di esperti per ricucire i rapporti rovinati dall’embargo.


Kathmandu (AsiaNews) – I governi di Kathmandu e Delhi hanno siglato un accordo in sette punti per la ricostruzione del Nepal ancora segnato dal terremoto. La nuova intesa, conclusa a Delhi tra i premier KP Sharma Oli e Narendra Modi, faccia a faccia per la prima volta, sembra aprire una nuova era nei rapporti tra i due Paesi, divisi negli ultimi mesi dalla disputa sulla Costituzione nepalese che ha provocato l’embargo sulle merci esportare dall’India. Come già annunciato alla vigilia della visita, i due leader hanno affrontato solo questioni economiche, dal momento che il premier nepalese aveva ricevuto istruzioni ben precise dal suo gabinetto: nessuna interferenza dell’India negli affari interni.

Il premier Oli ha concluso la visita di Stato, iniziata il 19 febbraio. Insieme a Modi, ha firmato nove intese e una Lettera di scambio, contenuti nei sette punti dell’accordo. Essi prevedono una collaborazione di ampio raggio, dall’energia alle infrastrutture di transito, scambi culturali, costruzione di strade ed edifici crollati o danneggiati a causa del sisma.

La maggior parte degli accordi risalgono a intese precedenti, come la concessione di 250 milioni di dollari [circa 228 milioni di euro, ndr] che rientra nel piano di aiuti di un miliardo di dollari [circa 899 milioni di euro, ndr] promesso dall’India durante la Conferenza dei Paesi donatori, ma mai versato in toto.

Di questi fondi, 100 milioni [circa 92 milioni di euro, ndr] saranno usati per la costruzione di 50mila case nei 14 distretti più colpiti dal terremoto; altri 50 milioni [oltre 45 milioni di euro] finanzieranno progetti sanitari, educativi e di preservazione dei beni culturali in 31 distretti su tutto il territorio nepalese.

Oltre al finanziamento di 250 milioni di dollari, un memorandum prevede il miglioramento delle strade nella regione del Terai e il completamento di un’autostrada bloccata per anni; un secondo accordo riguarda lo scambio di studenti, esperti, intellettuali e danzatori tra l’Accademia di musica e arte drammatica del Nepal e la Sangeet Natak Academy of India; la creazione di rotte di transito semplificate per il trasporto dei beni.

I due premier hanno inoltre inaugurato la linea di trasmissione elettrica Muzaffarpur-Dhalkebar da 400 KV, grazie ad una linea di credito indiana da 13,5 milioni di dollari [12,3 milioni di euro]. La centrale ha già fornito al Nepal 80 MW di energia, e si prevede che a fine ottobre arriverà a fornire 200 MW.

Da ultimo i leader hanno deciso la composizione di due gruppi rispettivi di otto esperti che avranno il compito di ripristinare le relazioni bilaterali tra i Paesi. Gli esperti nepalesi dovranno ricucire lo scontento indiano, dopo anni di influenza sulla politica di Kathmandu. Nilambar Acharya, ex ministro della Giustizia e tra i componenti del nuovo organismo, ha dichiarato: “Il gruppo ricomporrà tutti i dissidi e metterà le basi per migliori rapporti allo stesso livello. Dal momento che entrambi i Paesi sono sovrani, concentreremo l’attenzione sul rispetto reciproco e lavoreremo in vista di benefici condivisi”.

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