Uccisi due palestinesi infiltrati in un insediamento della West Bank. Ieri ucciso un altro palestinese
di Joshua Lapide

I primi due cercavano di assalire un colono riservista e sono stati uccisi in fuga dai soldati. L’altro palestinese è morto dopo che due soldati sono penetrati nel campo profughi di Qalandiya, vicino a Gerusalemme e sono stati assaliti da sassaiole e molotov. Dallo scorso ottobre sono stati uccisi 128 palestinesi e 28 israeliani.


Gerusalemme (AsiaNews) – Due palestinesi sono stati uccisi stamane dopo essersi infiltrati in un insediamento israeliano della West Bank e aver ferito in modo blando un colono che è anche militare.

I due palestinesi si sono infiltrati nell’insediamento di Eli, a sudest di Ariel, vicino a Nablus e hanno atteso davanti a una casa con bastoni e coltello. Quando un colono, in divisa militare di riservista, è uscito, essi hanno cercato di colpirlo. Il colono è riuscito a spaventarli e i due assalitori sono fuggiti, ma sono stati trovati dai militari e sono stati uccisi.

Due notti fa è successo un fatto quasi parallelo: una jeep con due militari israeliani a bordo è entrata – sembra per errore – nel campo profughi di Qalandiya, vicino a Gerusalemme, nella West Bank. Secondo la polizia la jeep è stata colpita da sassi e bottiglie molotov.  Soldati e poliziotti arrivati a salvare i due militari hanno aperto il fuoco uccidendo un palestinese e ferendone altri 10. L’ucciso, il giovane 22enne Iyad Omar Sajadiyya è stato seppellito nel pomeriggio (v. foto).

Dall’ottobre scorso, dopo una serie di provocazioni da parte di ebrei ultra-ortodossi di andare a pregare sulla Spianata delle moschee – avvenuta anche ieri -  si sono moltiplicati incidenti e scontri in Israele e nei territori palestinesi. Finora sono stati uccisi 128 palestinesi, 28 israeliani, un americano, un sudanese e un eritreo. La maggior parte dei palestinesi è stata uccisa mentre tentavano di accoltellare o di colpire con armi o con l’auto passanti o soldati. Altri sono stati uccisi nel corso di manifestazioni o in scontri con i militari.

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