Istanbul, al via il 13mo summit Oic: terrorismo e islamofobia al centro del colloqui

La due giorni di incontri vede riuniti decine di capi di Stato e governo dei Paesi musulmani. L’obiettivo è avviare un piano decennale di “unità e solidarietà” per la giustizia e la pace. L’accoglienza particolare di Erdogan al re saudita Salman. Tra i nodi irrisolti la questione palestinese e le divisioni confessionali sunniti sciiti. 


Istanbul (AsiaNews) - Un piano di azione decennale per superare sfide e problemi che caratterizzano l’attuale mondo islamico: fra questi il terrorismo su tutti, la crescente islamofobia, il conflitto relativo ad Israele, il ruolo della donna nel mondo musulmano e la condizione della minoranza Rohingya in Myanmar. Sono questi i punti principali al centro del summit dell’Organizzazione della Cooperazione islamica (Oic), all’insegna del tema “Unità e solidarietà per la giustizia e la pace”. Obiettivo dei capi di Stato e di governo islamici è adottare il “Programma di Azione Oic: 2016-2025”, un programma decennale strategico incentrato su terrorismo, diritti umani, povertà, epidemie, ruolo della donna, istruzione, scienza e tecnologia.

Come ha sottolineato Iyad bin Amin Madani, segretario generale Oic, si tratta di una “occasione unica” per favorire una “visione collettiva” del mondo islamico “per i prossimi 10 anni”. Partendo, aggiunge, dalle “circostanze particolarmente critiche a livello regionale e internazionale”. 

Si è aperto oggi al centro congressi di Istanbul, in Turchia, il 13mo summit dell’Organizzazione della Cooperazione islamica (Oic), in programma oggi e domani; il presidente turco Recep Tayyip Erdo─čan ha fatto gli onori di casa accogliendo capi di Stato e delegazioni dei vari Paesi. Particolare attenzione è stata riservata al re saudita Salman bin Abdul-Aziz Al Saud, che è stato accolto da Erdogan in aeroporto in violazione al protocollo, che vuole il leader turco accogliere i leader internazionali al palazzo presidenziale. 

Per la prima volta nella storia dell’organizzazione, il summit si tiene in Turchia. I leader islamici intendono rafforzare l’unione e la solidarietà fra i vari Paesi membri nella lotta al terrorismo, considerando questa come “l’ultima opportunità” contro la “territorializzazione” delle crisi. Per questo si attendono decisioni importanti contro i movimenti terroristi, all’interno dei quali vi è una equiparazione fra Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico] e il Partito dei lavoratori curdi Pkk. 

Il terrorismo è considerato la sfida numero uno da risolvere per il mondo musulmano, poiché colpisce civili innocenti e infligge danni irreparabili alla civiltà islamica, di cui distorce il passato e pregiudica il futuro. Da questo derivano anche sentimenti crescenti di islamofobia e discriminazione in Occidente e lascia i musulmani più vulnerabili. 

A questo si aggiungono le tensioni fra Iran e Arabia Saudita, la guerra in Siria con i colloqui di pace in corso a Ginevra (Svizzera) sotto l’egida Onu e le relazioni (difficili ad oggi) fra i padroni di casa della Turchia e l’Egitto. I colloqui di alto livello dovrebbero inoltre approfondire una possibile soluzione al conflitto in Yemen, insieme all’annosa questione palestinese (allo studio una conferenza internazionale di pace), l’Iraq e l’Azerbaijan. 

Altra questione irrisolta le divisioni confessionali all’interno del mondo islamico, creando opportunità e occasioni perché sunniti e sciiti diano vita a soluzioni comuni ai problemi, partendo dal presupposto che tutti i musulmani sono in egual modo importanti. 

Fondata il 25 settembre 1969, l’Oic è una organizzazione internazionale con una delegazione permanente presso le Nazioni Unite. Dall’ottobre 1975 essa gode dello status di osservatore all’Assemblea generale Onu. Essa rappresenta 57 nazioni di Europa, Medio oriente, America del Sud, Africa, Asia centrale e Subcontinente indiano. Fra le finalità la salvaguardia degli interessi e lo sviluppo delle popolazioni musulmane nel mondo. 

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