Jolo, radicali islamici decapitano un ostaggio canadese

John Ridsdel era tenuto in prigionia dal settembre 2015: era stato rapito insieme a un altro canadese, alla sua fidanzata filippina e a un norvegese. Il premier di Ottawa condanna “un omicidio a sangue freddo, la cui responsabilità ricade sulla testa di chi l’ha compiuto”. Nella stessa zona è stato liberato alcuni giorni fa l’ex missionario del Pime Rolando Del Torchio.


Manila (AsiaNews) – Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha condannato il “brutale omicidio a sangue freddo” di un suo concittadino, John Ridsdel, ostaggio del gruppo islamico filippino Abu Sayyaf dal settembre 2015. L’uomo, ex dirigente di una compagnia mineraria, sarebbe stato decapitato ieri: i fondamentalisti avevano chiesto un riscatto di 80 milioni di dollari per lui e altri tre ostaggi, fra i quali una donna filippina.

Le autorità hanno ritrovato la testa mozzata di un uomo straniero sull’isola di Jolo: Ridsdel era stato portato qui dopo il rapimento, avvenuto in un resort turistico nei pressi della città di Davao. Insieme a lui sono stati rapiti un altro canadese, Robert Hall, insieme alla fidanzata filippina Marites Flor, e il norvegese Kjartan Sekkingstad.

In un video inviato dai rapitori alle autorità nel novembre 2015, Ridsdel chiedeva aiuto al suo governo e chiariva che sarebbe stato ucciso il 25 aprile se il riscatto non fosse stato pagato. L’esecutivo canadese ha da tempo una politica di “tolleranza zero” nei confronti dei rapimenti, e non accetta di pagare denaro ai terroristi.

Il Canada, ha dichiarato il premier Trudeau, “condanna senza alcuna riserva la brutalità di questi atti e questa morte, del tutto non necessaria. Si tratta di un omicidio a sangue freddo la cui responsabilità ricade in pieno sul gruppo terrorista che l’ha preso in ostaggio”. Il defunto, secondo i media canadesi, era quasi in pensione e operava a volte anche come giornalista freelance.

Secondo alcune fonti, il gruppo che l’ha rapito potrebbe essere lo stesso che ha rilasciato alcuni giorni fa l’ex missionario del Pime Rolando Del Torchio, che fa parte di alcune frange estremiste autonome. Fra essi, il più temibile è  Abu Sayyaf – “portatori di spada” in lingua araba – è uno dei gruppi più sanguinari della galassia islamista, che si è diviso dal Fronte nazionale di liberazione Moro nel 1991 per portare avanti una politica fondamentalista ancora più aggressiva. Lo scopo dichiarato è quello di creare nel sud delle Filippine un Califfato islamico indipendente dal resto della nazione, per la stragrande maggioranza di fede cattolica.