Nuovo dicastero per Laici, famiglia e Vita. I vescovi potranno essere rimossi se “negligenti” nei casi di abusi sessuali

Nel nuovo dicastero confluiscono il Pontificio Consiglio per i laici e Pontificio Consiglio per la Famiglia. Esso si avvarrà della stretta collaborazione con il “Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia”. Il motu proprio “Come una madre amorevole” scandisce i passi per rimuovere vescovi, eparchi, superiori dimostratisi negligenti nei “casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”


Città del Vaticano (AsiaNews) – La Sala stampa della Santa Sede ha diffuso oggi due comunicati che riportano importanti decisioni di papa Francesco: il varo ad experimentum del nuovo Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita nel quale confluiranno, dal 1° settembre 2016, gli attuali Pontificio Consiglio per i laici e Pontificio Consiglio per la Famiglia; il motu proprio “Come una madre amorevole” che prevede la rimozione dall’ufficio di un vescovo nei casi di “negligenza” riguardo agli abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili.

Il nuovo Dicastero era stato annunciato fra le possibili riforme della Curia romana, avendo i precedenti consigli orizzonti e materie molto simili. Come spiega il suo statuto, esso “promuove e organizza convegni internazionali e altre iniziative sia attinenti all’apostolato dei laici, all’istituzione matrimoniale e alla realtà̀ della famiglia e della vita nell’ambito ecclesiale, sia inerenti le condizioni umane e sociali del laicato, dell’istituto familiare e della vita umana nell’ambito della società̀”. In tal modo, esso dovrebbe potenziare “l’azione evangelizzatrice dei fedeli laici nei vari settori delle realtà̀ temporali” nello spirito della Gaudium et Spes. Per quanto riguarda la famiglia e la sua missione, il nuovo organismo aiuta le famiglie favorendone “i diritti e la responsabilità̀ nella Chiesa e nella società̀ civile, affinché́ l’istituzione familiare possa sempre meglio assolvere le proprie funzioni sia nell’ambito ecclesiale che in quello sociale”.  Per questo compito esso si avvale della stretta collaborazione con il “Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia”, un centro internazionale voluto dal papa polacco per promuovere studi su matrimonio, famiglia e vita.

Il Dicastero, nel suo impegno a favore della “procreazione responsabile” e  “vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale”, si avvale della collaborazione della Pontificia Accademia per la Vita.

Il motu proprio è un “allargamento” delle “cause gravi” per cui un vescovo (o autorità equiparata, come gli eparchi, i superiori degli istituti religiosi e delle comunità di vita apostoliche) può essere rimosso dal suo ufficio. Fra queste (già previste dal Codice di diritto canonico) si aggiunge in modo esplicito la “negligenza” relativa “ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”.

Prima della decisione, che va comunque sottomessa al pontefice, si prevede come necessaria un’inchiesta, “dandone notizia all’interessato e dandogli la possibilità̀ di produrre documenti e testimonianze” e fissando incontri fra il vescovo e la congregazione vaticana competente. Il motu proprio entra in vigore a partire dal 5 settembre 2016.

VATICANO_(IT)_0604_-_Dicastero_e_motu_proprio.jpg