Medio oriente: la crisi è culturale, parola di Coranista
di Abdullah Islambouli

La crisi del Medio oriente nasce dal fatto che si è mescolato il Corano con gli hadith (i detti di Maometto). L’autore, un giovane musulmano siriano “né sunnita, né sciita”, segue il movimento dei Coranisti, che rigetta le Hadith (i detti del profeta), pieni di violenza e legati non strettamente al messaggio religioso del Corano. Tutti i coranisti sono esuli all’estero perché la società sunnita li reputa “miscredenti”. Un islam variegato che si apre all’ecumenismo: Non ci può essere costrizione nella religione.


Berlino (AsiaNews) – Da tempo si dibatte sul rapporto fra islam e violenza. Nei giorni scorsi questo tema è ancora stato posto alla ribalta dopo l’uccisione per sgozzamento del p. Jacques Hamel vicino a Rouen, in Francia, oltre che per gli altri attentati rivendicati dall’Isis (lo Stato islamico, SI). Il dibattito sembra polarizzarsi fra le posizioni: quella che possiamo chiamare “buonista”, secondo cui nella religione islamica non c’è violenza e questa è solo il frutto di menti malate; quella secondo cui tutto l’islam è da rigettare perché violento. Quest’ultima posizione sembra dare man forte proprio a quella dei jihadisti, che hanno lanciato da tempo una guerra santa contro tutto e tutti.

Eppure l’islam non è così omogeneo come può apparire, né la violenza è così giustificata come i jihadisti e i massimalisti occidentali suppongono. In questi giorni sono giunti ad AsiaNews vari messaggi e riflessioni da parte di personalità musulmane. Alcune le abbiamo già pubblicate. Oggi presentiamo quella di Abdullah Islambouli, un giovano siriano 27enne, rifugiato in Germania, dove studia linguistica. Egli appartiene a un gruppo che si definisce “Coranisti”, che cercano una riforma dell’islam e un distacco dalla violenza che per loro è contenuta negli hadith di Maometto. La maggior parte dei Coranisti – dei quali non si conosce il reale numero - vive all’estero, in esilio, perché essi sono considerati “miscredenti” dal mondo sunnita. A questo proposito, il giovane Istanbouli si definisce “musulmano, né sunnita, né sciita”. Ecco la sua riflessione.

 

La nostra gente è di fronte a una grave crisi culturale, soprattutto in Medio oriente. La società soffre a causa del dominio di dittatori, maghi e operatori dei media. Questa società medio-orientale una volta maestra di cultura, di scienza e culla di civiltà, giace ora al suo livello più basso.

Da parte mia io credo che non vi siano “le religioni”, ma una religione per tutti i popoli e che vi sono molti messaggi e tutti includono lo stesso contenuto, la cui base sono i 10 comandamenti.

I problemi del Medio oriente non vengono dal Corano perché il Corano è giunto a noi come segno di misericordia per il popolo e per liberarlo dalla schiavitù. I problemi vengono dagli Hadith, dai discorsi di [attribuiti a] Maometto.

Alcuni hanno reso gli Hadith una parte dell’islam e questo è il più grande disastro cuturale: molta gente ha mentito su [cosa ha detto] Maometto e hanno scritto suoi discorsi che in realtà Maometto non ha mai pronunciato, propri come dice un versetto del Corano: O Dio, il mio popolo ha abbandonato il Corano.

Dio descrive il Corano come il messaggero e il messaggio. Il Corano è il messaggero che comprende un messaggio di misericordia per il popolo.

Ma la maggioranza della gente [islamica] ha abbandonato il Corano e ha seguito i discorsi. Da questi discorsi sono emersi l’Isis, al Qaeda, Al-Azhar in Egitto, i maghi nel regno saudita.

L’Isis non è nata dal Corano, ma dagli Hadith che, essi dicono, sono stati pronunciati da Maometto. Ma ciò non è vero perché Maometto non era contro il Corano e negli Hadith vi sono molte espressioni di brutalità e crudeltà.

Certo, Maometto ha pronunciato molti discorsi (Hadith), ma non contro il Corano e se vi è un Hadith contro il Corano, dovremmo gettarlo via.

Ad esempio, un Hadith dice: Uccidete un uomo che ha abbandonato l’islam o lapidate un uomo o una donna che ha commesso adulterio; o amputate la mano del ladro, ecc…

Queste sentenze sono contro il Corano, perché il Libro dice:

1. Non c’è costrizione nella religione;

2. La donna e l’uomo colpevoli di adulterio riceveranno 100 frustate ognuno;

3. L’uomo o la donna colpevoli di furto, saranno ricompensati col taglio della mano per i loro crimini.

Lasciate che vi spieghi questi versetti.

Il primo dice che non ci può essere costrizione nella religione: significa che ogni uomo è libero in ciò che crede e perciò non si ha diritto di uccidere perché lui o lei hanno cambiato il loro pensiero.

Il secondo versetto parla dell’adulterio. L’adulterio nel Corano è come la prostituzione, o la pornografia, non è – come la maggior parte della gente pensa – una questione di relazione sessuale fra un uomo e una donna. Il Corano si riferisce alla prostituzione, alla gente che lavora nelle strade per il sesso, a persone che danneggiano la società.

Il terzo versetto riguarda il taglio della mano del ladro. Nel Corano ci sono molti simboli legati a questa parola (“mano”). La parola “mano” non significa per forza l’organo del corpo umano; talvolta esso significa “potere”, come quando diciamo: Tu sei il mio braccio [mano] destro; significa tu sei la mia forza e il mio potere. Così, quando il Corano raccomanda di tagliare la mano, intende fermare la forza e il potere e non il taglio fisico dell’organo al ladro.

Il Corano ha molti simboli e dobbiamo riflettere, senza seguire la maggioranza solo perché la maggioranza dice così!

Dio salva il Corano dalle distorsioni, ma non salva gli Hadith. Gli Hadith non sono così santi come il Corano. E’ impressionante: se si cerca nel Corano questa parola, “la maggior parte”, saremo sorpresi di trovarlo legato a due espressioni:

“la maggior parte di loro non conosce”; “la maggior parte di loro non crede”. Un altro versetto del Corano dice: “La maggior parte di loro segue nient’altro che fantasie [dubbi, sospetti, illusioni]”.

Il terrorismo esiste solo nella cultura dei criminali. La religione che Dio ha inviato è stata stabilita nella pace. Un uomo che uccide un altro uomo è come se uccidesse tutta l’umanità. Noi possiamo essere in disaccordo sul nostro pensare, e questo è normale, ma non dovremmo combattere l’uno contro l’altro e forzare gli altri a credere quanto noi crediamo. La differenza [la molteplicità] è bella come i fiori di un giardino; dobbiamo comprenderci tutti sotto l’ombrello della pace.

Tutti i profeti sono fratelli e noi siamo fratelli e sorelle. Purtroppo, molte persone hanno mentito sui profeti…

Io ho molte idee a cui tu non crederai mai e naturalmente tu hai idee a cui io non crederò mai, ma dobbiamo vivere in pace e rispettarci gli uni gli altri e trattarci con misericordia.

L’amore non è sufficiente: io potrei anche non amarti, ma devo essere misericordioso con te.

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