Bambina morta gettata nella spazzatura. Vescovo di Mumbai: Atto criminale
di Nirmala Carvalho

Mons. Dominic Savio Fernandes condanna l’episodio della neonata ritrovata morta ai margini di una strada, con il corpo mangiato dai topi. I bambini sono la specie più a rischio nella società moderna. I genitori devono insegnare il rispetto e l’uguaglianza tra maschi e femmine.


Mumbai (AsiaNews) – “È scioccante che il genere umano commetta ancora tali crimini efferati. È arrivato il momento che l’uomo impari dagli animali, che si prendono cura dei propri cuccioli e li proteggono da ogni avversità. Nessuno ha mai sentito di un animale che getta la propria discendenza nella spazzatura. Solo gli uomini lo fanno”. Lo afferma mons. Dominic Savio Fernandes, vescovo ausiliare di Mumbai, che condanna l’episodio della neonata ritrovata cadavere a Mumbai, vicino il complesso residenziale della Navjeevan Society. La piccola giaceva vicino ai bidoni della spazzatura, e il suo corpo era stato rosicchiato dai topi. Il vescovo, presidente della Commissione sulla famiglia della regione occidentale della Conferenza episcopale indiana, denuncia ad AsiaNews: “Oggi la specie più a rischio nel mondo è quella dei bambini, soprattutto le femmine. Essi sono uccisi nell’utero materno dove, per ironia della sorte, dovrebbero essere al sicuro; oppure quelli che scampano all’aborto sono abbandonati nei bidoni dell’immondizia o lasciati a morire per le strade”.

Mons. Fernandes aggiunge che “a molti bambini viene privato il diritto fondamentale alla vita”. Il presule è sconvolto dalla vicenda della neonata, ritrovata dalla polizia grazie alla segnalazione di un passante. L’autopsia ha rivelato che oltre ai morsi dei roditori, il corpo presentava numerose ferite alla testa e al torace. Secondo i medici, sarebbero compatibili con un lancio da notevole distanza, come se i colpevoli l’avessero gettata da una macchina in corsa.

Il vescovo afferma: “Secondo la Chiesa cattolica, la vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente” (Catechismo della Chiesa cattolica-Ccc, n. 2258). “La vita umana – aggiunge – deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita” (Ccc n. 2270).

Mons. Fernandes, consigliere ecclesiastico della Commissione diocesana sulla vita umana (Dhlc), riferisce che l’arcidiocesi è impegnata nella protezione delle bambine con una serie di programmi: sensibilizzazione sulle tematiche di genere nelle scuole; educazione al rispetto degli esseri umani e in particolare delle donne, che meritano dignità ed uguaglianza. “Le iniziative – afferma – hanno lo scopo di rendere le persone consapevoli dei crimini, in modo che esse possano diventare agenti di cambiamento”.

Il vescovo sottolinea che la richiesta di maggiore discussione su questi temi proviene dal basso, dalle stesse parrocchie, che vorrebbero organizzare più incontri sul tema delle donne, sulle modalità di prevenzione delle violenze. “Emerge la necessità – continua – di creare consapevolezza in tutte le persone, a prescindere da religione, casta, classe o sesso”.

Secondo mons. Fernandes, bisogna puntare sulla famiglia: “La famiglia è l’unità di base della società. Tutto ciò che avviene in piccolo in famiglia, si riflette in larga scala nella società. Perciò è nella famiglia che si devono inculcare valori come il rispetto, la dignità, l’onestà e la moralità”. “L’esperienza ci insegna – conclude – che sono le madri a trasmettere questi valori, ma entrambi i genitori hanno un ruolo fondamentale. Se essi insegnano che il maschio vale più della femmina, tale disparità si trasferirà nella società. I genitori devono essere strumenti di cambiamento”.

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