A Mosul milizie sciite bloccano la via di fuga del "Califfo" al Baghdadi

Da ieri alla battaglia contro Daesh partecipano anche i combattenti di Hashd el Shaabi. L’obiettivo è tagliare le vie di fuga a est (direzione Siria) e nord (Turchia) ai jihadisti. Ma nel mirino vi è anche il Abu Bakr al Baghdadi, che starebbe cercando di trasferirsi a Raqqa. In un filmato un miliziano di Daesh parla di accordo fra Erbil e Ankara per la divisione dei territori a est e ovest di Mosul. 

 


Baghdad (AsiaNews) - La battaglia per la liberazione di Mosul, capoluogo della provincia di Ninive, si era svolta finora rispettando due condizioni: la prima, limitarsi ad attaccare da sud e da est lasciando il campo libero a ovest, in direzione della Siria, e a nord della Turchia; la seconda. prevedeva il tacito accordo di tutte le parti a tenere fuori dai combattimenti la Hashd el Shaabi (Mobilitazione Popolare), milizia a maggioranza sciita, per non dare alla Turchia l’alibi dell’intervento a difesa dei sunniti e della Fitna.

In una sola mossa, nella serata di ieri la Hashd el Shaabi ha infranto questi due tabù trasportando truppe sul versante occidentale di Mosul, con l’intenzione di accerchiare da occidente la città e impedire ai combattenti di Daesh di fuggire verso la Siria. Questa mossa astuta rompe le uova nel paniere della Turchia, che da giorni esprime la volontà di partecipare alla guerra. 

Ankara finora, a dispetto degli annunci, non ha avuto un ruolo attivo nell’offensiva e non ha registrato alcuno scontro frontale dell’esercito turco con i combattenti di Daesh; ad oggi le vittime della guerra turca contro il terrorismo sono stati finora solo i curdi turchi e siriani. Anzi, finora i miliziani hanno potuto sfruttare i corridoi di ingresso predisposti dai turchi per poter fuggire. Il caso di Jarablus e del nord dell’Iraq ne è la prova, tanto che molti analisti hanno parlato di “consegna” delle città da parte di Daesh alla Turchia, e non di fuga o di sconfitta. 

Questa mossa tattica iniziata ieri da Al Hashd el Shaabi mira anche a chiudere la strada di fuga dei combattenti di Daesh in direzione della Siria; una eventualità di cui si è parlato molto la settimana scorsa, dando esito a diverse ipotesi e teorie circa l’esistenza di accordi segreti miranti a spostare Daesh dall’Iraq in Siria, per  essere usati là contro il governo di Assad.

Secondo quanto riferiscono fonti irakene, ieri truppe armate di Al Hashd El Shaabi si sono unite ad al Kataeb Al Babibliyoun (la Falange dei Babilonesi), una unità di truppe speciali della Terza Brigata dell’Esercito iracheno. L’obiettivo comune è quello di occupare la zona, avanzando fino a Talafar e completando in questo modo l’accerchiamento di Mosul anche da ovest, fino al confine con la Siria.

Al Hashd el Shaabi ricorrerebbe all’utilizzo di carri armati e ogni tipo di armi pesanti, conducendo manovre e azioni militari simili in tutto a quelli utilizzati dall’esercito regolare. Lo scopo di questa partecipazione è la liberazione di 30 villaggi nella zona ad ovest di Mosul entro i prossimi giorni.

Sul sito ufficiale di Al Hashd El Shaabi, Abu Taleb Al Saeidi - uno dei leader del gruppo - ha dichiarato che la missione di avanzamento verso ovest e verso il distretto di Talafar ha come obiettivo la “cattura e uccisione” di Abu Bakr El Baghdadi, il Califfo dello SI. Egli sarebbe infatti nascosto nella zona, insieme ad alcuni fra i più fidati collaboratori, i quali hanno deciso “di fuggire e di trasferirsi a Raqqa, in Siria”.

La notizia della fuga di al Baghdadi da Mosul è stata data ieri anche dall’emittente americana in lingua araba Al Hurra che ha parlato della fuga del Califfo con 50 suoi assistenti da Mosul, in un “luogo non ben definito nelle vicinanze della frontiera con la Siria”. Al Saeidi ha poi aggiunto che lo scopo dell’accerchiamento da ovest mira anche a “tagliare la strada ai rifornimenti di Daesh a Mosul, cosi come alla fuga dei suoi combattenti”.

La battaglia finale per liberare Mosul avverrebbe con la partecipazione di Al Hashd el Shaabi, sfruttando l’apertura in contemporanea di tre fonti di battaglia: “Da Al Kayara in direzione di Ain Al Jahsh, il secondo da Al Muhalabiya mentre il terzo fronte di attacco permetterebbe l’ingresso attraverso via Baghdad, principale direttrice di accesso alla città”.

Sempre ieri la stampa irachena riportava che le truppe di Al Hashd el Shaabi hanno accolto decine di famiglie fuggite da Hemmam el Alil, trasportandole a Al Sherkat. Ciò avviene mentre il ministro irakeno degli Esteri Al Jaafari afferma che Al Hashd el Shaabi “ ha offerto un esempio eccellente di sacrificio nazionale nella sua guerra contro Daesh”.

Intanto da Kirkuk - teatro di una controffensiva di Daesh la scorsa settimana - giungono notizie inquietanti contenute all’interno di un filmato diffuso a mezzo stampa e sui social network, di cui AsiaNews non è in grado di confermare l’attendibilità pur avendolo visionato. Nel video un miliziano di Daesh catturato durante le concitate fasi della battaglia afferma che lui e il suo gruppo sono stati aviotrasportati dalla Turchia e poi aiutati ad arrivare prima a Mosul, e poi a Kirkuk, dal leader curdo Masud Al Barazani (Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno). 

Il filmato, rilanciato anche dal sito iraniano della tv Al Alam per poi essere rimosso quattro ore più tardi, ha dato eco a molte preoccupazioni in merito a un possibile accordo fra i curdi di Barzani e la Turchia sulla “spartizione delle zone ad est e ovest di Mosul”.

Commenti che fungono da cassa di risonanza delle parole del segretario generale di Asaeb Ahl El Haq, la Lega dei Giusti, un gruppo paramilitare sciita che ha compiuto oltre 6mila attacchi contro le forze americane in Iraq prima del ritiro. In una intervista rilasciata a U-News lo sceicco Kays Al Khazaali parla di un “progetto americano di spartizione dell’Iraq” e che mira al contempo a “impedire l’ingresso di Al Hashd el Shaabi a Mosul” grazie alla collaborazione di Turchia e Daesh. Per lo sceicco esiste un accordo fra turchi e curdi e quel che avviene a Mosul è il risultato di questo accordo finalizzato alla “divisione del bottino di Ninive”. In base a questo accordo la riva est di Mosul, ovvero la piana di Ninive, viene assegnata a Barzani e l’altra, quella di destra, in particolare Talafar e il Sinjar, andrà alla Turchia. 

Questo spiegherebbe la mossa di Al Hashd el Sahaabi verso Talafar, per impedire ai turchi la realizzazione del “loro sogno neo-ottomano di espansionismo”.(PB)

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