Vescovo di Macao: La chiusura dell’Anno Santo non è come un fuoco d’artificio che svanisce
di Lucia Leung

Mons. Stephen Lee ricorda che dopo il cammino “speciale”, ora vi è il cammino “ordinario” per ricevere misericordia e donarla. Una messa con circa 3mila persone. Le attività fiorite durante l’Anno santo.


Macao (AsiaNews) – La chiusura della Porta santa in questo anno speciale della Misericordia non significa che “la misericordia di Dio è finita”. Quanto vissuto in questo anno non è come “uno spettacolo”, come “un fuoco d’artificio” che svanisce, qualcosa di “eccitante”, ma che poi non ti lascia nulla. Con la conclusione dell’Anno santo è finito un cammino “speciale”, ma rimane il cammino “ordinario” per ricevere misericordia: la confessione, il digiuno, la penitenza per i peccati, la liturgia, la compassione verso gli altri. Sono alcuni dei temi toccati da mons. Stephen Lee Bun-sang, il vescovo di Macao, alla chiusura della Porta Santa. Il prelato, originario di Hong Kong, si è insediato come vescovo per la diocesi dell’ex colonia portoghese lo scorso 23 gennaio.

Alla cerimonia hanno partecipato almeno 3mila persone, radunate all’esterno, alla St. Paul’s School.

Prima della conclusione della cerimonia, il responsabile del comitato per l’Anno santo, il vicario generale p. Pedro Chong ha esposto un resoconto sulle attività fiorite durante il giubileo: concerti musicali; pellegrinaggio in Portogallo e in Francia; adorazione eucaristica per 24 ore; sacramento della riconciliazione per i giovani.

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