Teheran, progetti di navi nucleari contro la durata dell'embargo Usa

Il presidente iraniano Rouhani vuole sviluppare progetti di imbarcazioni a propulsione atomica. Una risposta alla decisione del Congresso statunitense di prolungare le misure punitive contro Teheran. Per gli esperti si tratta di una minaccia poco credibile: sforzo troppo costoso, privo di reali benefici strategici. 

 


Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha ordinato ai propri esperti e ufficiali di sviluppare navi a propulsione nucleare, accusando gli Stati Uniti di violare l’accordo internazionale raggiunto lo scorso anno sull’atomica di Teheran. Già in passato la Repubblica islamica aveva minacciato la costruzione di navi nucleari; tuttavia, secondo gli esperti si tratterebbe di uno sforzo assai costoso e privo di reali benefici strategici. 

Lo scorso anno le potenze mondiali hanno sottoscritto un’intesa, finalizzata alla rimozione delle sanzioni contro la Repubblica islamica a fronte di un controllo sul programma nucleare. 

Tuttavia, di recente il Congresso statunitense ha votato per il prolungamento delle misure restrittive e punitive contro l’Iran, provocando la reazione indignata delle massime autorità politiche e religiose di Teheran.

Il presidente Barack Obama è pronto a firmare il documento, uno degli ultimi atti dell’amministrazione uscente in vista dell’insediamento, il 20 gennaio, di Donald Trump alla Casa Bianca. Fonti governative Usa sottolineano inoltre che la legge non avrà alcun effetto sull’accordo internazionale e le sanzioni resteranno congelate, per essere reintrodotte solo in caso di effettiva violazione. 

In una nota ufficiale il presidente iraniano Rouhani ha criticato la decisione del Congresso e ha chiesto ai propri funzionari di governo di avviare un programma finalizzato “alla progettazione e alla produzione di combustibile nucleare e di reattori per il trasporto marittimo”. Egli ha inoltre annunciato che verrà presentata una protesta formare di Teheran al comitato di vigilanza. 

Dopo anni di embargo, nel 2015 l’Iran ha ottenuto un parziale alleggerimento delle sanzioni economiche dell’Occidente, in cambio dell’accordo sul controverso programma atomico. Un’intesa accolta in maniera positiva dalla maggioranza della comunità internazionale.

Fra le posizioni critiche quella di Israele e del Congresso americano (a maggioranza repubblicano), dove si aspettano le prime mosse del neo presidente Trump. In campagna elettorale egli aveva minacciato di rottamare l’accordo, ma al momento non vi sono certezze sulle future mosse del prossimo presidente. 

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