Chhattisgarh, assolti i due malviventi accusati dello stupro di una suora cattolica

La missionaria del Kerala è stata drogata e abusata nel giugno 2015. I leader cristiani hanno denunciato fin da subito le gravi mancanze nella conduzione delle indagini. Il processo potrebbe essere stato compromesso dalla negligenza degli inquirenti.


Raipur (AsiaNews) – Un tribunale del Chhattisgarh ha assolto per “mancanza di prove” i due giovani accusati dello stupro di una suora cattolica, drogata e abusata nella notte tra il 19 e il 20 giugno del 2015 al Christ Sahaya Kendra (Christ Help Centre) di Raipur. Il 19enne Dinesh Dhurv e il 25enne Jitendra Pathak sono stati rilasciati dal giudice Nidhi Sharma perchè contro di loro non sono state raccolte sufficienti indizi.

Con ogni probabilità le indagini sono state compromesse in modo irreparabile dall’atteggiamento della polizia, che dopo il ritrovamento della suora non ha circoscritto l’area del crimine e non ha raccolto le tracce degli aggressori dal corpo della vittima.

La terribile vicenda è stata raccontata con coraggio dalla stessa religiosa, oggi 48enne, appartenente alle Missionarie salesiane di Maria Immacolata (Smmi). Due uomini a volto coperto sono entrati nella sua stanza al centro medico intorno all’1:30 del mattino. Quando lei ha chiesto loro se volevano soldi, essi hanno replicato: “Vogliamo qualcosa di più”. A quel punto uno dei due l’ha bloccata, mentre l’altro l’ha costretta a ingerire delle droghe e imbavagliata con uno straccio. Poi gli aggressori l’hanno legata al letto con il suo sari e usato una sciarpa per legarle le mani, prima di usarle a turno violenza.

La suora, originaria del Kerala, era sola al momento dell’aggressione. È stata trovata il giorno seguente in stato di incoscienza dalla sua superiora, preoccupata per non aver ricevuto risposta alle sue chiamate.

I rappresentanti statali del Congresso e il Chhattisgarh Christian Forum hanno definito l’incidente un “sistematico attacco contro le minoranze nello Stato”. Dal canto suo, la Conferenza episcopale indiana (Cbci) ha denunciato che incidenti simili pongono seri interrogativi sulla sicurezza e la difesa delle minoranze in India.

Fin da subito i leader cristiani hanno lamentato gravi mancanze nella conduzione delle indagini da parte degli inquirenti, che non avevano raccolto campioni di sangue, urina e altri fluidi per determinare la sostanza allucinogena usata per drogare la missionaria.

In seguito all’indignazione di tutta la comunità cattolica e alle proteste dei partiti di opposizione, la polizia ha interrogato più di 200 persone, fino a restringere il campo ai due accusati, che ora torneranno a piede libero.

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