Cairo, nuovo giro di vite sui media: cancellato il popolare programma tv di Ibrahim Issa
di Loula Lahham

Su Facebook il conduttore spiega: “Oneri e responsabilità”, una trasmissione che “ha aperto molte menti”, ma ha causato “un carico enorme di pressioni”. Il presidente del Parlamento lo ha accusato di “disinformazione criminale”. Da sempre critico verso l’establishment, egli ha ricevuto premi e onorificenze per la sua battaglia per la libera informazione.

 

 


Il Cairo (AsiaNews) - Nel contesto di una progressiva escalation della stretta imposta dalle autorità egiziane sui media, in questi primi giorni del nuovo anno giunge la notizia della cancellazione di un noto programma televisivo condotto dal celebre giornalista Ibrahim Issa. Nella sua pagina ufficiale su Facebook il conduttore spiega: “Il successo del mio programma mi ha portato ad assumere oneri e responsabilità, affrontando un carico enorme di pressioni. Mi permetto di dire che la mia trasmissione ha aperto molte menti ma, al tempo stesso, ha ristretto il campo della tolleranza di molti. Pensando ai miei spettatori di ogni area e credo, credo che questo sia il momento giusto per fermare il mio spettacolo”.

Infatti, Issa è sempre più convinto che nell’attuale congiuntura politica e istituzionale sia arrivato il momento di chiudere le trasmissioni audiovisive, rimandandole a un altro momento più appropriato in futuro.

Va sottolineato il fatto che da qualche settimana il famoso presentatore televisivo era oggetto di forti pressioni, perché smettesse di criticare con toni aspri l’attuale panorama politico egiziano. Egli era arrivato al punto di essere accusato dal presidente del Parlamento del Cairo di “disinformazione criminale”.

Del resto Ibrahim Issa si è costruito a suo tempo una reputazione di giornalista ribelle sotto il regime dell’ex raìs egiziano Mubarak e poi, a seguire, durante il governo dei Fratelli musulmani. Egli aveva poi sostenuto l’attuale presidente Abdel Fattah al-Sisi durante il primo anno del suo governo, per poi diventare in seguito una delle voci più critiche soprattutto in occasione della controversa cessione delle isole Tiran et Sanafir, sul mar Rosso, dall’Egitto all’Arabia Saudita.

I suoi commenti sferzanti hanno investito tanto le autorità egiziane, quanto la leadership saudita colpevole di sostenere il movimento salafita.

Le pressioni sono cresciute anche per il proprietario della catena televisiva che trasmetteva i programmi di Issa. Tarek Nour, famoso uomo d’affari egiziano, si è visto annullare a due giorni dal via una grande esposizione di monili e di arredi di interni, che egli organizza e promuove da oltre 35 anni. La spiegazione ufficiale per la cancellazione repentina dell’evento è legata a non meglio precisate “questioni di sicurezza”; resta il fatto che l’annullamento ha causato perdite per milioni di lire egiziane non solo per l’imprenditore, ma per tutti gli espositori.

Ibrahim Issa non è stato certo il primo e non sarà nemmeno l’ultimo che, sotto forti pressioni, prende questo tipo di decisioni dalla fine del regime dei Fratelli musulmani (2012-2013). La lunga lista comprende i nomi di Reem Maged, Yousri Fouda, Liliane Daoud, Bassem Youssef, Mahmoud Saad, Dina Abdel-Rahman, Hussein Abdel-Ghani, Amr Al-Leissi, Abdel-Halim Qandil e Tewfik Okacha.

Nato nel 1965, Ibrahim Issa esercita la professione di giornalista fin dall’età di 11 anni; a 17 ricopriva già il ruolo di segretario di redazione del famoso settimanale Rose Al-Youssef. Fondatore di diversi giornali di impronta liberale, egli ha sempre espresso opinioni critiche verso i rappresentanti dell’islam politico, fra cui i Fratelli musulmani e la Gamaa islamiya.

Nell’aprile 2011 Issa è stato nominato giornalista dell’anno 2010 da parte della Società degli editori britannici, in riconoscimento del suo impegno totale per la libertà di espressione, e per il suo coraggio a fronte di continue minacce.

 

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