Manila, milioni di fedeli alla processione del Nazareno Nero. Allerta per il rischio attentati

La centenaria statua del Cristo ha sfilato nel centro della metropoli, cattolici in preghiera per chiedere grazie e miracoli. Migliaia di poliziotti hanno pattugliato le strade della capitale. In calo gli incidenti rispetto al passato: nessuna vittima, un centinaio di feriti lievi. Card Tagle: amore disinteressato e servizio agli altri seguendo l’esempio di Gesù.

 


Manila (AsiaNews) - Questa mattina oltre un milione e mezzo di fedeli nelle Filippine hanno invaso le strade della capitale, Manila, per partecipare alla tradizionale processione del Nazareno Nero. Ogni anno la centenaria statua in legno del Cristo sfila per le vie del centro della metropoli, accolta nel suo passaggio da cittadini e turisti raccolti in preghiera, per chiedere una grazia o un miracolo personale. Fino a 18 milioni di persone prenderanno parte all’evento nel corso di tutta la giornata.

Per scongiurare il pericolo di incidenti o attentati, le autorità hanno predisposto ingenti misure di sicurezza e anche le ambasciate straniere hanno invitato i concittadini alla prudenza. Circa quattromila fra soldati e poliziotti hanno pattugliato le vie della capitale.

Fonti della Croce rossa locale parlano di circa un centinaio di feriti lievi; un bilancio migliore rispetto allo scorso anno, quando si sono registrate due vittime e oltre 1200 feriti.

Al passaggio del carro - spinto da dietro e trainato da funi - con la statua del Nazareno Nero, i fedeli si sono accalcati nel tentativo di sfiorare la figura di Gesù. “Il motivo per cui sono qui - ha dichiarato alla Reuters il 37enne Jimray Bacomage - è di ringraziare il Signore per tutte le benedizioni che ha riservato, ogni giorno, a me e alla mia famiglia”.

Nelle Filippine, nazione asiatica a maggioranza cattolica, oltre l’80% dei circa 100 milioni di abitanti è in comunione con Roma. L’ex colonia spagnola è famosa per le celebrazioni di carattere religioso e la processione del “Black Nazarene” è fra le più famose e partecipate. “Da quando ho iniziato a partecipare alla Festa, 16 anni fa - racconta il 72enne Roilo Damiucon - il Signore ha risolto tutti i miei problemi”.

La statua del Nazareno Nero rappresenta Gesù piegato sotto il peso della Croce. Essa è stata portata a Manila da un sacerdote agostiniano spagnolo nel 1607 a bordo di una nave proveniente dal Messico. Secondo la tradizione  l'imbarcazione ha preso fuoco durante il viaggio, ma l'immagine del Cristo è scampata miracolosamente all'incendio assumendo il colore nero. Nonostante il danno, la popolazione di Manila decide di conservare e onorare l'effige. Da allora, la statua è chiamata il Nazareno Nero e molte persone assicurano di aver ricevuto la guarigione da malattie toccandone la superficie.

Nei secoli l'aura miracolosa che circonda l'immagine del Cristo ne ha fatto uno dei simboli del popolo filippino. In questi anni i vescovi hanno concesso una copia della statua ai cristiani di Mindanao, troppo lontani per partecipare in massa alla processione di Quiapo. Le celebrazioni si tengono a Cagayan de Oro in contemporanea con la capitale il 9 gennaio, festa del Nazareno, e il venerdì Santo.

Ad aprire la festività è stato l’arcivescovo di Manila, il card. Luis Antonio Tagle, che ha presieduto la solenne messa di mezzanotte. Nell’omelia il porporato ha sottolineato l’importanza di un “amore disinteressato”, capace di mettere al bando l’egoismo e gli interessi personali. Per amare come Gesù ha fatto, ha proseguito il cardinale, è necessario concentrarsi sul “servizio agli altri”. Questo solo, ha aggiunto, è l’amore in grado di “promuovere l’unità” nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle città e in tutto il Paese. Il battesimo di Gesù, spiega il card Tagle, mostra la concretezza dell’amore di Dio, che ha voluto andare incontro ai peccatori e mostrarsi nel suo volto umano. “Questo è il tipo di amore - ha concluso l’arcivescovo di Manila - che è pronto ad abbracciare anche i deboli e i peccatori, invece di condannarli. Ciò che conta davvero è il bene degli altri”.

 

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