Pastore protestante del Guizhou imprigionato con l’accusa di spionaggio

Il suo legale: “Non è una sentenza, è una persecuzione. Le accuse non reggono. Come potrebbe aver rivelato segreti di Stato? Penso che Yang Hua sia innocente e che lo abbiano tenuto imprigionato per davvero molto tempo”.

 

 


Pechino (AsiaNews/agenzie) – Le autorità del Guizhou hanno condannato a due anni e mezzo di detenzione Yang Hua, un pastore protestante appartenente a una chiesa domestica. Ad affermarlo è il suo avvocato, Chen, il quale ha accusato a sua volta il pubblico ministero di aver torturato Yang durante la detenzione.

In un’intervista a Radio Free Asia, Chen ha affermato che “anche un solo giorno di prigione è troppo per un innocente. Ho solo una cosa da dire, questa non è una sentenza, è una persecuzione politica, pura e semplice”.

Su Tianfu  – pastore Huoshi amico di Yang –  ritiene la sentenza oltraggiosa e inappropriata: “Dal punto di vista legale le accuse mosse contro Yang non reggono. Come potrebbe aver rivelato segreti di Stato? Penso che Yang Hua sia innocente e che lo abbiano tenuto imprigionato per davvero molto tempo”.

Bob Fu, fondatore di ChinaAid, critica la sentenza sul sito web dell’associazione: “Questo non è altro che una barbara persecuzione religiosa. Insistiamo che il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e il neo eletto presidente Donald Trump condannino queste azioni brutali”

In Cina vivono circa 68 milioni di protestanti, 23 dei quali praticano la religione in chiese affiliate allo Stato.

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