Sinai, attacco a un checkpoint della sicurezza egiziana: otto morti e dieci feriti
di Loula Lahham

Nell’attentato coinvolti poliziotti e civili. Finora non vi sono rivendicazioni ufficiali dell’attentato. Un gruppo di terroristi ha aperto il fuoco a un punto di controllo, poi è sopraggiunta una vettura imbottita di esplosivo. Danni agli edifici circostanti. È il secondo attacco nella zona del Sinai da inizio anno.

 


Il Cairo (AsiaNews) - È di otto poliziotti uccisi e di altre 10 persone ferite - fra cui quattro civili, tre donne e un uomo - il bilancio di un attentato contro un posto di controllo delle forze di sicurezza nel quartiere di Al-Massaïd, nella cittadina di Arich, capoluogo del governatorato del Nord Sinai. L’attacco è avvenuto questa mattina e non vi sono, al momento, rivendicazioni ufficiali. Secondo quanto riferiscono fonti dell’ospedale militare della regione, il bilancio è tuttora provvisorio e il numero delle vittime è destinato ad aumentare perché alcuni feriti versano in condizioni gravissime.

Al momento non vi sono state rivendicazioni ufficiali dell’attentato, anche se l’attenzione degli investigatori è rivolta verso i gruppi estremisti islamici, fra i quali cellule jihadiste legate allo Stato islamico (SI), molto attive nella zona.

L’attacco è iniziato quando un gruppo di terroristi ha aperto il fuoco contro un checkpoint, ferendo alcuni membri della “Protezione civile” [appellativo usato per identificare i Vigil del fuoco in Egitto, ndr]. A seguire, una vettura carica di esplosivo è sopraggiunta nell’area; nello scoppio sono morti otto ufficiali della sicurezza, altre dieci persone sono rimaste ferite. La deflagrazione ha causato anche gravi danni agli edifici della zona. L’esplosione ha causato anche il crollo di un piccolo edificio annesso al posto di blocco; gli abitanti della zona sono fuggiti in preda al panico per lo scontro a fuoco prima e, a seguire, per l’esplosione della vettura kamikaze.

In risposta all’attacco, l’esercito egiziano ha bloccato tutte le vie di accesso al luogo dell’esplosione per favorire il lavoro dei soccorritori e delle vetture mediche; i feriti sono stati trasportati nell’ospedale militare della città.

Dall’inizio dell’anno si sono già registrati due attentati simili in Egitto. Il primo aveva provocato la morte di quattro militari e il ferimento di altri quattro; dalle prime ricostruzioni sembra che dietro l’attacco al un punto di controllo nella Penisola del Sinai, avvenuto il 7 gennaio, vi siano elementi legati all’estremismo islamico. Oggi il nuovo attacco, che ha coinvolto anche in questo caso soldati dell’esercito governativo.

Va inoltre sottolineata la frequenza con la quale si verificano attentati contro elementi della sicurezza e membri dell’esercito nel Nord del Sinai, che hanno provocato sinora decine di vittime e feriti in questa regione di frontiera. Da quattro anni si registrano costanti infiltrazioni di jihadisti, fra cui membri legati a Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico]. Dal 2013 l’Egitto è impegnato in una durissima battaglia per contrastare l’escalation del terrorismo islamico, particolarmente attiva proprio nella regione del Sinai.

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