Professore cinese licenziato per aver criticato online Mao Zedong

Il “Presidente” accusato di aver provocato la morte di milioni si persone. A decine si sono radunati attorno all’università per protestare contro il professore. Il comitato universitario del Partito: “Affermazioni false”.


Pechino (AsiaNews) – Il professore Deng Xiaochao è stato licenziato dopo aver criticato Mao Zedong sul social network cinese Weibo, in occasione del 123mo anniversario della nascita del leader.

Mao, morto all’età di 73 anni il 9 settembre 1976, è ancora ufficialmente venerato dal Partito comunista cinese (Pcc) e la figura del leader è ancora stimata dal popolo, ma è oggi una figura controversa.

Deng, 62 anni, è un professore d’arte presso la Shandong Jianzhu University, nella Cina centrale. In un post datato 26 dicembre, critica Mao per essere stato responsabile della carestia che ha causato tre milioni di morti e della Rivoluzione culturale, durante la quale sono morte due milioni di persone.

Senza riferirsi a nessuno in particolare, Deng aveva scritto: “Essere a capo di un impero richiede abilità, devi cambiare le tue vesti gialle in capi logori e rattoppati, cambiare l’unzione nella celebrazione di un neonato, trasformare concubine in soldatesse da intrattenimento. Devi chiamare regnanti per diritto compagni rivoluzionari e trasformare l’editto imperiale in un supremo regolamento. Ma non farlo con troppa onestà.”

La critica è stata giudicata in modo aspro dai sostenitori di Mao, che nonostante le pesanti restrizioni sulle manifestazioni, si sono recati a decine davanti all’università urlando slogan e brandendo cartelli contro il professore. Anche il comitato universitario del Pcc ha affermato che il prof. Deng ha fatto “false affermazioni”.

La storia moderna è un argomento molto sensibile in Cina, tanto che il Partito si riserva il potere sulla rivendicazione dei suoi traguardi.

 

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