Yemen, raid aereo saudita colpisce nei pressi di una scuola: morti cinque civili, due i bambini

L’attacco è avvenuto nel distretto settentrionale di Nihm, sotto il controllo dei ribelli Houthi. Contrastante il bilancio delle vittime: fonti locali parlano di otto morti e 15 feriti gravi. Nessun commento da Riyadh sull’incidente. In Yemen 1600 scuole fuori uso a causa della guerra, istruzione negata per due milioni di bambini.

 


Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - Un raid aereo sferrato dalla coalizione araba a guida saudita in Yemen ha ucciso cinque persone nei pressi di una scuola elementare, nel nord del Paese. L’attacco è avvenuto ieri nel distretto di Nihm, sotto il controllo dei ribelli Houthi; fonti ospedaliere riferiscono inoltre che il bombardamento ha causato la morte anche di due bambini.

In un primo momento l’agenzia Saba, vicino al movimento sciita, aveva fissato il numero delle vittime a otto e aveva riferito che la scuola “era stata rasa al suolo”.

La coalizione a guida saudita non ha voluto sinora commentare l’incidente. In passato i vertici hanno affermato che non intendono colpire obiettivi civili; tuttavia, attivisti locali e organizzazioni internazionali, fra cui le Nazioni Unite, hanno più volte denunciato raid contro case, scuole, ospedali che hanno provocato migliaia di morti e feriti.

Gli abitanti della città di Saba e i soccorritori confermano i danni alla scuola elementare di al-Falah, circa 53 km a nord-ovest di Sana’a, capitale dello Yemen, sotto il controllo degli Houthi. Incerto il bilancio delle vittime: otto morti e 15 feriti in modo grave secondo fonti ribelli, che non escludono altre vittime nascoste sotto le macerie. I sanitari parlano invece di cinque morti, fra cui due bambini.

Le bombe della coalizione saudita avrebbero colpito un mercato, che si trova nei pressi della scuola.

Esperti Onu affermano che una delle prime vittime della guerra in Yemen è proprio il diritto all’istruzione per i più piccoli. Ad oggi almeno 1600 scuole sono fuori uso perché danneggiate, occupate da sfollati interni a causa del conflitto e occupate dai combattenti. Fino a due milioni di bambini si vedono negata la possibilità di frequentare scuole.

Ad agosto un raid della coalizione saudita aveva centrato una scuola coranica nella provincia settentrionale di Saada, uccidendo 10 bambini. Riyadh in un secondo momento aveva negato ogni coinvolgimento nell’incidente.

Dal gennaio 2015 la nazione del Golfo è teatro di un sanguinoso conflitto interno che vede opposte la leadership sunnita dell’ex presidente Hadi, sostenuta da Riyadh, e i ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran. Nel marzo 2015 una coalizione araba a guida saudita ha promosso raid contro i ribelli, finiti nel mirino delle Nazioni Unite per le vittime che hanno provocato, anche bambini. Ad oggi sono morte oltre 7mila persone, più di 37mila i feriti e tre milioni gli sfollati.

Per l’Arabia Saudita gli Houthi, alleati alle forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, sono sostenuti sul piano militare dall’Iran; un’accusa che Teheran respinge. Nel Paese sono inoltre attivi gruppi estremisti legati ad al Qaeda e milizie jihadiste legate allo Stato islamico, che hanno contribuito ad aumentare la spirale di violenza e terrore.

 

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