Pyongyang blocca i malaysiani in Nordcorea. Kuala Lumpur fa altrettanto

Per il premier Najib Razak i suoi concittadini sono presi in “ostaggio”. La polizia dice che nell’ambasciata di Pyongyang a Kuala Lumpur sono nascosti i ricercati in connessione all’assassinio di Kim Jong-nam


Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – La Corea del Nord ha proibito oggi ai cittadini malaysiani di lasciare il Paese; in risposta Kuala Lumpur ha fatto lo stesso per i nordcoreani che vivono in Malaysia. Il premier malaysiano Najib Razak, condannando il gesto di Pyongyang ha denunciato che i suoi cittadini sono di fatto “ostaggio” della Corea del Nord.

Il divieto e la risposta della Malaysia sono l’atto più recente nelle tensioni che stanno emergendo fra i due Paesi dopo l’uccisione di Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un. Kuala Lumpur non ha accusato in modo diretto la dittatura del Nord, ma è alla ricerca di alcuni nordcoreani che avrebbero avuto parte nell’assassinio di Kim. Uno di questi è un segretario dell’ambasciata di Pyongyang a Kuala Lumpur che, secondo la polizia, sarebbe nascosto nell’ambasciata (v.foto)  insieme ad almeno un altro sospettato.

Nei giorni scorsi la Corea del Nord aveva criticato la Malaysia per il modo in cui aveva gestito la morte del “cittadino nordcoreano”, per la poca scientificità dell’autopsia (che ha dimostrato l’avvelenamento da agente nervino), per aver elencato fra i sospetti dei nordcoreani. Tre giorni fa la Malaysia ha espulso l’ambasciatore della Corea del Nord per aver offeso il Paese; subito dopo Pyongyang ha fatto lo stesso con l’ambasciatore malaysiano.

Secondo il ministero degli esteri della Malaysia, in Corea del Nord vi sono 11 cittadini malaysiani. Tre di essi lavorano all’ambasciata, due alle Nazioni unite, gli altri sono loro familiari.

In Malaysia vi sono 14 nordcoreani che lavorano nell’ambasciata. Un altro centinaio vive nel Paese, in maggioranza studenti e operai. Almeno altri 170 nordcoreani lavorano nel Sarawak.

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