Militante bangladeshi kamikaze suicida in Iraq. La famiglia: aveva detto che andava a pregare
di Sumon Corraya

Neaz Morshed Raja ha abbandonato moglie e figli piccoli per andare a combattere per il Califfato. È stato ripreso in un video, poco prima di farsi esplodere a Tikrit. Il suo nome era stato inserito nella lista dei giovani scomparsi dopo l’attentato al caffè di Dhaka.


Dhaka (AsiaNews) – “Aveva detto che andava a pregare, ma non è più tornato a casa”. È il racconto di Zannatul Mawa, la sorella di un militante del Bangladesh radicalizzato in patria e andato a combattere in Iraq nelle file del Califfato islamico. L’uomo, di nome Neaz Morshed Raja, è comparso di recente in un video dell’Isis mentre era su un blindato e si preparava a compiere un attentato suicida a Tikrit. Il filmato dell’attacco risale all’ottobre del 2015, ma è stato reso pubblico solo ieri. La famiglia del miliziano, che aveva denunciato la scomparsa e sperava in suo ritorno, ha dichiarato: “Non capiamo come egli sia potuto divenire un radicale dello Stato islamico”.

Zannatul racconta che il fratello era un ragazzo come tanti altri “e amava andare alle feste. Poi è cambiato. Ha iniziato a non andare più alle feste, ma a frequentare la moschea. Era diventato una persona religiosa. Noi eravamo felici di questa sua trasformazione- Non capiamo come abbia potuto fare una tale scelta”.

Neaz Morshed Raja è andato via da casa due anni fa, lasciando la famiglia nella miseria e nella disperazione. “Sua moglie – continua la sorella – ha affrontato enormi problemi, essendo rimasta sola con due figli”. La donna riporta che, dopo la sua sparizione, la famiglia ha saputo che Neaz Morshed Raja si era trasferito all’estero e non sarebbe più tornato in Bangladesh.

Il nome del radicale è comparso per la prima volta nelle liste delle persone sparite, redatta dopo la strage del primo luglio 2016 nell’Holey Artisan Bakery Cafè della capitale, durante la quale sono morte 20 persone. Dopo quell’attentato le autorità hanno incoraggiato i parenti a denunciare la scomparsa dei propri familiari. Così è emerso che tantissimi giovani bangladeshi, spesso indottrinati da imam e professori locali, hanno abbandonato le proprie famiglie per combattere con gli estremisti.

Fariduddin, zio del militante morto suicida, dichiara: “Suo padre, morto nel 2011, era una persona istruita e gentile. Non riesco a capire come Neaz sia potuto diventare un militante. Se mio fratello fosse ancora vivo, avrebbe avuto un infarto”.

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