Accordo con Riyadh: via libera per gli iraniani pellegrini alla Mecca

Sembra superata la crisi dello scorso anno, che ha bloccato i viaggi dei fedeli iraniani al luogo sacro dell’islam. Al pellegrinaggio maggiore prevista la partecipazione di almeno 80mila cittadini della Repubblica islamica. Ministro iraniano degli Esteri: Relazioni “costruttive” con i Paesi dell’area, compresa l’Arabia Saudita.


Teheran (AsiaNews) - Archiviata la crisi dello scorso anno, che ha di fatto bloccato i viaggi dei pellegrini iraniani nei luoghi santi dell’islam, Teheran è pronta a siglare l’accordo con Riyadh per l’invio dei cittadini iraniani alla Mecca, in occasione dell’Hajj. È quanto ha affermato in questi giorni il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif, che a margine di una riunione di governo ha confermato la volontà della Repubblica islamica di stabilire relazioni “costruttive” con i Paesi della regione, compresa l’Arabia Saudita.

Il capo della diplomazia di Teheran ha sottolineato che, grazie all’impegno profuso dall’Organizzazione per l’Hajj e i pellegrinaggi, l’Iran è favorevole all’invio di connazionali , per il pellegrinaggio maggiore nella terra di quello che è considerato il grande rivale nel Medio oriente. Una decisione frutto del lavoro diplomatico e di mediazione svolto dai rappresentanti di Teheran e Riyadh in seno all’organismo che regola i viaggi alla Mecca, meta ogni anno di milioni di fedeli di tutto il mondo.

In seguito agli accordi raggiunti, l’Iran auspica che per quest’anno i fedeli in partenza dalla Repubblica islamica possano godere di un clima “calmo, ideale e dignitoso” nel quale compiere il pellegrinaggio. Il 23 febbraio scorso una delegazione di Teheran si è recata in Arabia Saudita su invito dei vertici del regno, proprio ulteriori colloqui finalizzati a dissipare gli ultimi dettagli.

Lo scorso anno oltre 1,8 milioni di fedeli hanno partecipato all’Hajj; assenti i fedeli iraniani, in seguito a un durissimo scontro verbale e diplomatico fra Riyadh e Teheran, inasprito da eventi di politica regionale che si sono sovrapposti all’elemento religioso e spirituale.

Secondo le previsioni, quest’anno “almeno” 80mila fedeli iraniani potrebbero partecipare al pellegrinaggio maggiore alla Mecca. Oltre all’Iran, gli incontri preparatori dei responsabili sauditi - sul tavolo il rilascio dei visti e la sistemazione dei pellegrini in loco - hanno coinvolto delegati da più di 80 nazioni a maggioranza musulmana.

Iran (sciita) e Arabia Saudita (sunnita) sono su fronti opposti in molte delle più importanti questioni che agitano lo scacchiere mediorientale, dal conflitto siriano alla guerra in Yemen. Ad acuire la tensione l’esecuzione di un dignitario sciita nel regno nel gennaio 2016, cui è seguito l’assalto all’ambasciata saudita in Iran e la successiva chiusura della rappresentanza diplomatica. 

Inoltre, i rapporti fra le due potenze del mondo musulmano erano già ai minimi storici dal mese di settembre 2015, in seguito al drammatico incidente avvenuto nell’ultimo pellegrinaggio alla Mecca. Una tragica rissa a Mina, nei pressi della Mecca, aveva causato migliaia di vittime: 2070 secondo una statistica della Reuters; fino a 7mila, di cui 400 iraniani, per l’Hajj and Pilgrimage Organization.

L’Iran aveva accusato le autorità saudite di “cattiva gestione” e “incompetenza”, ipotizzando che l’incidente fosse premeditato.

L’Hajj (pellegrinaggio) è considerato uno dei cinque pilastri dell’Islam e ogni buon musulmano dovrebbe compierlo almeno una volta nella vita. L’Arabia Saudita ha spesso usato in modo politico il permesso di giungere alla Mecca; da anni ai siriani è vietato recarsi nella città santa musulmana.

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