Israele in guerra contro la Siria: nel mirino il sistema missilistico difensivo di Damasco

Avigdor Lieberman minaccia di distruggere le difese di Damasco, in risposta al lancio di missili terra-aria contro i caccia israeliani. Obiettivo dei raid aerei i convogli di armi destinati al movimento sciita libanese Hezbollah. Capo dell’esercito israeliano: “Alla luce” degli eventi in Siria e Libano, pronti “per ogni tipo di scenario”. 

 


Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Avigdor Lieberman, ministro israeliano della Difesa ha minacciato di distruggere il sistema difensivo siriano, in seguito al lancio di missili terra-aria contro caccia dell’aviazione con la stella di David, impegnati a colpire obiettivi di Hezbollah. “La prossima volta che i siriani usano il loro sistema difensivo contro i nostri aerei - ha dichiarato ieri il ministro, una delle figure chiave del governo di destra in Israele - li distruggeremo senza la benché minima esitazione”. 

Il 17 marzo scorso caccia israeliani hanno colpito diversi obiettivi sensibili in Siria. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi hanno centrato armi destinate a Hezbollah. In risposta, l’esercito siriano ha rivendicato l’abbattimento di un caccia e di averne colpito un altro. 

Secondo quanto aggiunge una fonte militare di Damasco, gli aerei israeliani stavano operando nei pressi della città di Palmira, famosa per il suo complesso archeologico di epoca romana e controllata a più riprese dalle milizie jihadiste dello Stato islamico (SI). 

Il governo di Israele nega con forza le affermazioni siriane; già in passato Damasco aveva avanzato simili rivendicazioni, senza fornire conferme ufficiali. 

Si tratta dello scontro più grave fra i due Paesi, dall’inizio della guerra in Siria nel marzo del 2011. 

Nell’aprile dello scorso anno Netanyahu aveva ammesso, per la prima volta, gli attacchi di Israele contro decine di convogli carichi di armi per Hezbollah, in territorio siriano. Il movimento sciita libanese nel 2006 ha ingaggiato una guerra con lo Stato ebraico e ora lotta al fianco del governo siriano contro gruppi ribelli e movimenti radicali. 

“Ogni volta che scopriamo trasferimenti di armi dalla Siria al Libano - ha aggiunto Lieberman - agiremo per fermarli. Su questo non vi saranno compromessi”. Il ministro punta il dito contro i vertici siriani, i veri “responsabili” di questo commercio. “Se continuano a permetterlo - ha concluso - faremo tutto quello che sarà necessario”, pur evitando di “interferire” nel conflitto siriano o “di provocare uno scontro con i russi”. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il capo dell’esercito israeliano Gadi Eisenkot, il quale ha sottolineato che Israele continuerà a impedire “il trasferimento di armi avanzate a Hezbollah” e che nel prossimo conflitto vi sarà un “obiettivo primario: il governo libanese”. Secondo l’alto ufficiale “Hezbollah continua ad armarsi e a crescere all’interno dei confini libanesi. “Alla luce dei cambiamenti in atto in Libano e in Siria - ha concluso - le Forze armate israeliane si prepareranno per ogni tipo di scenario”. 

Durante la guerra dei Sei giorni del 1967, Israele ha conquistato la gran parte delle Alture del Golan, strappando parte del territorio alla Siria. Nel 1981 l’annessione dichiarata dallo Stato ebraico, ma mai riconosciuta dalla comunità internazionale. I due Paesi, almeno sulla carta, sono tuttora “in guerra”, sebben i confini siano rimasti a lungo calmi. Ma l’inizio della guerra siriana ha cambiato lo scenario.

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