Card. Gracias ai leader dalit: La Chiesa cattolica in India è al 100% con i cristiani dalit
di Nirmala Carvalho

L’arcivescovo di Mumbai ha partecipato all’incontro del Consiglio nazionale dei dalit cristiani. In India la maggioranza dei cattolici sono dalit, cioè 12 milioni su un totale di 19. La Chiesa ha stilato nuove politiche per consentire una maggiore integrazione.


Mumbai (AsiaNews) – La Chiesa cattolica in India “è al 100% con i cristiani dalit”. Lo ha detto il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, intervenendo al Consiglio nazionale dei dalit cristiani (Ncdc). L’incontro si è svolto a Mumbai lo scorso 18 marzo, alla presenza di 45 esponenti appartenenti a tutte le denominazioni cristiane. P. Z. Devasagaya Raj, segretario dell’Ufficio per le Scheduled Castes – Backward Classes della Conferenza episcopale indiana (Cbci), riferisce ad AsiaNews: “Erano presenti membri di tutte le Chiese cristiane. È stato un incontro ecumenico. Con la sua partecipazione, il card. Gracias ha mostrato ancora una volta il suo incoraggiamento personale nel promuovere una cultura della misericordia verso tutti i dalit cristiani dell’India”.

Il porporato ha assicurato ai presenti il sostegno dei vertici della Chiesa cattolica nel voler risolvere le questioni dei dalit cristiani, che rappresentano la maggioranza dei fedeli cattolici [12 milioni su un totale di 19 milioni, verso cui i vescovi di recente hanno approvato un nuovo piano d’azione – ndr]. L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza nel garantire loro “libertà di religione, attraverso il riconoscimento dello status di Scheduled Caste” [che la Costituzione indiana accorda ai gruppi svantaggiati, ndr]. Difendendo la dignità di ogni individuo in quanto persona umana, il card. Gracias ha aggiunto: “Dio ci ha creati uguali. La separazione deriva dall’uomo, ed è frutto del suo egoismo. Egli arriva persino a giustificare l’ingiustizia distorcendo gli insegnamenti cristiani. Dio dà la grazia a tutte le persone, sia dalit che non dalit. Manda la pioggia ai dalit e ai non dalit. Il Signore non fa discriminazioni”.

Nel documento approvato a fine 2016 dalla Cbci che delinea nuove politiche per i dalit, per la prima volta i vertici della Chiesa locale hanno ammesso che essi sono vittime di discriminazioni e abusi. A tal proposito, alcuni anni fa il cardinale era intervenuto sullo stesso argomento. Esprimendo vicinanza alle caste svantaggiate, aveva affermato: “Io sono un dalit in mezzo a voi e soffro ciò che voi soffrite”. Poi aveva chiesto al governo di inserire nella liste delle caste protette anche i dalit cristiani e musulmani. “La loro esclusione – ha detto – è una grave violazione della Costituzione indiana”. Secondo il cardinale, “i programmi contro la povertà devono concentrarsi sull’educazione, e devono partire proprio dall’istruzione dei dalit”. “È ingiusto – ribadisce – che il governo discrimini i dalit solo sulla base della religione”. Dal canto suo, la Chiesa invece “deve promuovere le vocazioni religiose tra i dalit, in modo che essi possano portare ad una trasformazione nella Chiesa stessa e nella società”.

Il card. Gracias ritiene che tutto questo debba avvenire a maggior ragione nel periodo della Quaresima, “che è un periodo di penitenza in cui dobbiamo trasformare i nostri cuori, predisporci a mettere in pratica l’amore di Dio, a diventare misericordiosi. Anche nel più piccolo miracolo la misericordia divina illumina le nostre vite, ci ispira ad amare il prossimo e a donare noi stessi in quelle che la Chiesa chiama opere di misericordia spirituali e corporali. Queste opere ci ricordano che la fede si esprime in atti quotidiani concreti, che si traducono nell’aiuto dato al vicino nel corpo e nello spirito: nutrendolo, facendogli visita, dandogli conforto ed educazione”.

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