Fra venti di guerra, la Chiesa coreana prepara il Paese alle elezioni e alla pace

Da Pyongyang minacce di risposta “con attacchi nucleari” se gli Usa fanno gesti di provocazione. Gli Stati Uniti dirigono la portaerei Carl Vinson verso la penisola coreana. Ministro cinese: Basta provocazioni e minacce reciproche. La Conferenza episcopale domanda ai candidati presidenziali quale sarà la loro politica verso la Corea del Nord. Mons. Lazzaro You Heung-sik scettico sulle possibilità di gesti violenti.


Seoul (AsiaNews) – La Chiesa coreana prepara il Paese ad affrontare le elezioni presidenziali e a lavorare per la pace e la riconciliazione, mentre il Nord e gli Stati Uniti fanno esibizioni di forze militari a Pyongyang e nel mare del Giappone. “Non credo vi sarà un attacco militare né da una parte né dall’altra” dice ad AsiaNews mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione nazionale di Giustizia e pace (a sin. nella foto). “Tutti avrebbero molto da perdere se attaccano o fanno qualche gesto violento”, aggiunge il vescovo. “Per questo vale la pena preparare il futuro. E il futuro è che il 9 maggio in Corea del Sud si voterà per il nuovo presidente del Paese. La Conferenza episcopale si sta concentrando per dare indicazioni ai cittadini coreani per una giusta e buona scelta dei candidati”. Fra i criteri di scelta vi è la loro politica per la riconciliazione fra Nord e Sud e il blocco del sistema anti-missilistico Thaad, inviso alla Corea del Nord e soprattutto alla Cina.

Le parole di mons. You emergono stridenti proprio mentre ieri la Corea del Nord ha messo in guardia gli Stati Uniti dal compiere alcun gesto di provocazione nella regione, dicendosi pronta a “rispondere con attacchi nucleari”. Il commento dell’ufficiale militare Choe Ryong-Hae è avvenuto durante le parate militari e i festeggiamenti dei 105 anni dalla nascita di Kim Il-sung, fondatore della Repubblica popolare democratica di Corea e nonno dell’attuale dittatore Kim Jong-un.

Nella parata, per la prima volta è stato esibito quello che sembra un missile balistico che può essere lanciato da un sottomarino, che sviluppandolo con testate nucleari, potrebbe raggiungere obbiettivi da tutte le parti del mondo.

Da parte Usa, il presidente Donald Trump e la sua amministrazione non hanno smesso in queste settimane di minacciare la Corea del Nord, spingendo la Cina a fare qualcosa per bloccare il programma nucleare di Pyongyang, “altrimenti faremo da soli”. Il bombardamento della base aerea di Shayrat (Siria) e l’uso dell’enorme bomba Moab in Afghanistan hanno accresciuto la tensione, mentre una flotta con 6mila soldati sulla portaerei Carl Vinson attraversa il mar del Giappone e proprio oggi ha preso la direzione della penisola coreana.

Da parte sua, il ministro cinese degli esteri Wang Yi, ha chiesto a entrambe le parti di non continuare con “provocazioni e minacce gli uni verso gli altri”, dicendo che “il conflitto potrebbe irrompere ad ogni momento”.

Intanto la Conferenza episcopale coreana ha inviato ai candidati per le elezioni presidenziali cinque domande per chiarire la loro politica sulle questioni riguardanti la vita, la riconciliazione fra Nord e Sud, sull’ecologia, sui diritti umani (giustizia e pace). Dopo le loro risposte, i vescovi diffonderanno criteri e suggerimenti su chi votare.

Fra le domande più qualificanti vi sono anzitutto le questioni legate alla vita e ai diritti umani (aborto, cellule staminali, eutanasia, pena di morte, diritti dei lavoratori – soprattutto i giovani – e diritti del sindacato e del lavoro).

Poi viene la domanda sull’impegno a sostenere l’agricoltura e l’economia (protezione dell'industria agricola, cibo geneticamente modificato, uso di fertilizzanti chimici, democratizzazione economica, privatizzazione delle imprese pubbliche, ecc.).

La Chiesa domanda anche una nuova indagine sul disastro della nave Sewol, che ha portato alla morte centinaia di giovani e - grazie a trucchi legislativi - non ha finora stabilito alcun colpevole.

Quindi, la questione dell’ambiente: l’uso di centrali nucleari, riduzione del gas serra, sviluppo delle energie rinnovabili.

Infine la questione legata al rapporto con il Nord e col Giappone: riapertura dell’interscambio con la Corea del Nord; il problema dello spiegamento del Thaad nel territorio della Corea del Sud; l’annullamento dell'accordo firmato dal governo precedente con il Giappone.

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