Duterte rifiuta 250 milioni di euro in aiuti dall’Ue: ‘No alle interferenze straniere’

Il portavoce Abella: “Le Filippine si riservano il diritto di respingere le sovvenzioni che permettano agli stranieri di interferire con gli affari interni”. La delegazione dell'Ue informata ieri durante una riunione. Franz Jessen, ambasciatore dell'Ue: “Sono stati menzionati i diritti umani”. La mossa del governo filippino per bloccare le critiche europee sulle sue controverse politiche. La Cina nuovo alleato.


Manila (AsiaNews/Agenzie) – Il governo delle Filippine ha rifiutato circa 250 milioni di euro dall'Unione europea in aiuti allo sviluppo. Ernesto Abella, portavoce presidenziale, ha dichiarato oggi che il presidente Rodrigo Duterte ha disposto che il Dipartimento delle Finanze (Dof) respingesse le sovvenzioni, perchè queste “possono interferire con gli affari interni” delle Filippine.

In una conferenza stampa tenuta questa mattina, Abella ha dichiarato che il rifiuto agli aiuti dell'Ue sarebbe disposto “caso per caso” e ogni situazione “esaminata separatamente”. “Le Filippine si riservano il diritto di accettare prestiti e sovvenzioni che aiutino a raggiungere il proprio obiettivo di promuovere la crescita economica e l'inclusione. Si riservano inoltre il diritto di respingere rispettosamente le sovvenzioni con disposizioni che permettano agli stranieri di interferire con la nostra condotta e gli affari interni”, ha dichiarato il portavoce del presidente.

La delegazione dell'Ue presso le Filippine ha dichiarato oggi di essere stata informata della decisione del governo durante una riunione che si è svolta ieri. Tuttavia, non è stata fornita alcuna conferma scritta. Fra le motivazioni dietro il rifiuto del governo filippino, Franz Jessen, ambasciatore dell'Ue, afferma che durante il meeting “sono stati menzionati i diritti umani”.

Nei mesi scorsi, l'Ue ha criticato con durezza la guerra alla droga dell’amministrazione Duterte, condannando gli omicidi extragiudiziali e le violazioni dei diritti umani. La mossa del governo filippino mira a bloccare le critiche europee sulle controverse politiche adottate.

Alla domanda su come il governo filippino intende compensare gli aiuti rifiutati, la maggior parte dei quali destinato alle comunità povere di Mindanao, Abella ha risposto: “Questo dipende dal Dof, ma suppongo che ci siano altre fonti di finanziamento”. Abella ha aggiunto che gli aiuti umanitari per le vittime di calamità naturali potranno ancora essere accettati dal governo, finché questi saranno “incondizionati”. “Dobbiamo raggiungere un certo livello di fiducia in noi stessi. Il presidente vuole che i filippini respingano una mentalità mendicante”, ha concluso il portavoce presidenziale, affermando che il rifiuto ai fondi Ue non pregiudica le relazioni diplomatiche tra le Filippine e il blocco europeo.

Giorni fa si è svolta la seconda visita del presidente Duterte in Cina (14 – 15 maggio), in occasione del Forum della Obor (One belt one road), al quale hanno partecipato 68 Paesi interessati a sviluppare in modo congiunto le infrastrutture lungo le nuove rotte commerciali della Via della Seta. Durante la riunione bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping del 15 maggio, Duterte ha siglato quattro accordi commerciali. L'ufficio presidenziale per le comunicazioni riporta che tra questi vi è una sovvenzione di circa 72,5 milioni di euro per condurre studi di fattibilità per grandi progetti, tra cui la costruzione di un centro di trattamento e riabilitazione delle tossicodipendenze e di ponti che attraversano il fiume Pasig. Questo collega la Laguna de Bay con la baia di Manila, suddividendo la capitale filippina e l’area urbana circostante in due parti, una settentrionale ed una meridionale.

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