Giorno della memoria. I cambogiani ricordano le vittime dei Khmer rossi

Quasi nessuna famiglia cambogiana risparmiata dal genocidio. Il giorno della memoria anticipato a causa della campagna elettorale. Forti tensioni diffuse in tutto il Paese. Il primo ministro Hun Sen minaccia una guerra civile in caso di sconfitta.


Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di persone si sono riunite in uno dei più famosi “Killing Fields” della Cambogia per ricordare le vittime del genocidio di almeno 1,8 milioni di cambogiani ad opera dei Khmer rossi, al potere dal 1975 al 1979.

La maggior parte delle vittime è morta di fame, in seguito a torture, per stanchezza o malattia nei campi di lavoro o uccisa durante le esecuzioni di massa. A Choeung Ek, a circa 15 km dalla capitale cambogiana, le piogge pesanti tutt’ oggi lavano frammenti di ossa e brandelli degli abiti delle vittime nelle fosse comuni. Una catasta di teschi e ossa è al centro del memoriale di un'epoca in cui quasi nessuna famiglia cambogiana è stata risparmiata.

Di solito il giorno della memoria, una volta noto come “il giorno dell'odio”, si celebra il 20 maggio ma quest'anno è stato anticipato a causa della campagna elettorale per le elezioni amministrative del prossimo 4 giugno. In previsione delle consultazioni, forti tensioni si sono diffuse in tutto il Paese.

Il primo ministro Hun Sen, un ex quadro dei Khmer rossi che governa da oltre 30 anni, ha minacciato una possibile guerra civile qualora il suo Partito del popolo cambogiano non dovesse vincere le elezioni. I suoi avversari lo accusano di usare tattiche intimidatorie e di sottomissione per mantenere il potere.

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