Il governo approva la legge per l’abdicazione dell’imperatore Akihito

La legge potrà essere usata solo per il presente imperatore. Con ogni probabilità sarà approvata dal parlamento entro la fine di giugno. Si prevede che la nuova era di Naruhito inizierà con il 2019. La famiglia imperiale ha pochi membri e pochi figli maschi.


Tokyo (AsiaNews) – Il governo giapponese ha approvato oggi una legge speciale ad-personam che permetterà all’imperatore Akihito di abdicare al Trono del Crisantemo.

Akihito, 83 anni, è il primo imperatore ad abdicare in quasi 200 anni. L’ultimo era stato l’imperatore Kokaku nel 1817.

Il premier Shinzo Abe ha firmato oggi la legge che ora sarà inviata al parlamento (la Dieta) per un dibattito e un’approvazione finale, che tutti si aspettano per la fine di giugno. La legge è specifica per Akihito e non potrà essere usata in futuro per altre situazioni.

Akihito, che ha subito un’operazione al cuore e una per cancro alla prostata, è salito al trono alla morte di suo padre, Hirohito, nel 1989 ed è amato e riverito dalla popolazione.

Lo scorso agosto, in un discorso alla nazione, egli aveva confessato di sentirsi stanco e di stare riflettendo sul suo “ruolo e sui doveri dell’imperatore nei giorni a venire”. Siccome la legge giapponese non prevedeva l’abdicazione, I politici hanno dovuto imbastire una legge per renderla possibile.

In Giappone lo status dell’imperatore ha un alto valore. Considerato un dio, dopo la Seconda guerra mondiale e la disfatta del Paese, l’imperatore è stato costretto dagli Alleati a proclamare la sua “umanità”, rimanendo il simbolo della nazione.

Con stile amichevole, Akihito ha cercato di curare in patria e all’estero le ferite lasciate dalla guerra e ha tentato di avvicinare di più la famiglia imperiale al popolo giapponese. Rimane famosa la sua visita ad alcuni sfollati da Fukushima, dopo lo tsunami e il conseguente disastro nucleare (v. foto 3).

Il governo prevede che Akihito potrà abdicare intorno al dicembre 2018, passando lo scettro al principe Naruhito, che nel febbraio 2019 compirà 57 anni. Con il 2019, terminata l’era del Crisantemo (“Gengo”), inizierà una nuova era.

La legge prevede che con la fine del Trono del Crisantemo, Akihito venga chiamato “joko”, un titolo che in passato veniva dato a un imperatore che aveva abdicato. L’imperatrice Michiko sarà chiamata “jokogo”, ossia “moglie del joko”. Le cerimonie funerarie di Akihito saranno equivalenti a quelli degli altri imperatori.

La legge però non affronta altri problemi che affliggono la casa imperiale: la carenza di figli maschi (v. foto 2) – e quindi la possibilità di aprire la linea ereditaria anche alle donne – e la possibilità di rimanere all’interno della famiglia per coloro che sposano una persona non nobile, per sopperire alla riduzione del numero dei membri. Quest’ultimo problema è riemerso in questi giorni dopo che si è diffusa la notizia del fidanzamento della principessa Mako con il giovane avvocato Kei Komuro. Sposandolo, Mako rinuncerà ad appartenere alla famiglia imperiale.

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