L’Organizzazione mondiale della sanità vuole escludere Taipei (su pressione della Cina)

Per i giovani di Taiwan l’Oms contravviene ai suoi principi. Una petizione online per far partecipare un rappresentante dell’isola all’Assemblea mondiale della sanità che si terrà a Ginevra dal 22 al 31 maggio. Pechino continua la sua lotta nell’isolare Taiwan dalla comunità internazionale dopo la vittoria di Tsai Ing-wen alle elezioni presidenziali.


Taipei (AsiaNews) – L’Assemblea mondiale della sanità (World Health Assembly, Wha) che si terrà a Ginevra dal 22 al 31 maggio, rischia di non avere il rappresentante di Taiwan. Dopo che per otto anni consecutivi la presenza di un rappresentante dell’isola era stata garantita, quest’anno Taiwan non ha ricevuto nemmeno l’invito.

Il raduno della Wha serve per studiare e attuare decisioni a livello mondiale ed è organizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al presente capeggiata da Margaret Chan, dottore cinese di Hong Kong, molto amica di Pechino.

Fino ad ora, in virtù del fatto che “la salute è per tutti” e che vi è “il diritto alla salute”, tutti slogan dell’Oms, Taiwan ha potuto essere presente come osservatore sotto il nome di Chinese Taipei (come alle Olimpiadi). La sua presenza è stata benvenuta soprattutto dopo la crisi della Sars nel 2003, quando l’epidemia scoppiata in Cina è stata nascosta per mesi dalle autorità, causandone la diffusione a Hong Kong, a Taiwan e nel mondo e facendo circa 900 morti.

Interrogato sui motivi che hanno portato a questa esclusione, Christian Lindmeier, portavoce dell’Oms, ha fatto intendere che vi sono problemi nelle “relazioni fra i due lati dello Stretto”.

Da quando a Taiwan Tsai Ing-wen, del Partito democratico del progresso (Dpp) ha vinto le elezioni presidenziali nel 2016, Pechino ha raffreddato i rapporti e ha deciso di “punire” le mire democratiche e vagamente indipendentiste di Taiwan bloccando i turisti cinesi che si recano sull’isola e cercando di isolare Taipei dai raduni internazionali. All’assemblea dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile a Montreal lo scorso autunno, Taiwan è stata esclusa, mentre prima aveva partecipato come “ospite”. Agli inizi di maggio, all’incontro del Kimberley Process a Perth (Australia) sui diamanti di sangue, i rappresentanti di Pechino si sono impadroniti dei microfoni, hanno disturbato la cerimonia di inaugurazione, hanno spinto altri rappresentanti a chiedere l’esclusione dei rappresentanti di Taiwan.

Sull’isola è in corso una petizione online lanciata da diverse associazioni di studenti universitari. Essi domandano che l’Oms sia fedele ai suoi principi della “salute per tutti” e non faccia discriminazioni di tipo politico. Parlamentari da diverse parti del mondo hanno espresso solidarietà a Taipei e chiedono che l’Oms inviti ufficialmente il rappresentante dell’isola, anche se la data di iscrizione alla Wha è scaduta l’8 maggio.

Secondo Tim Armstrong, capo di un dipartimento dell’Oms, il direttore generale Margaret Chan “non è nella posizione di invitare un osservatore di Taiwan”. Ad ogni modo, ha aggiunto, “negoziati sono ancora in corso” e “tutto è possibile”.

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