Sri Lanka: omaggio alle vittime della guerra civile, nonostante gli ostacoli (Foto)
di Melani Manel Perera

Per i tamil il 18 maggio è il Mullivaikkal Remembrance Day; per l’esercito è il War Heroes Day. In tutto il territorio diverse cerimonie interreligiose e multietniche. A Mullivaikal un tribunale aveva vietato la commemorazione per due settimane.


Colombo (AsiaNews) – In tutto lo Sri Lanka si sono svolte messe e cerimonie commemorative per l’ottavo anniversario della fine della guerra civile che per 30 anni ha insanguinato l’isola. Le cerimonie sono avvenute però in un clima di tensione, dal momento che un tribunale aveva vietato quella che doveva svolgersi nel luogo più rappresentativo per i sopravvissuti: la laguna di Nandikadal a Mullivaikal, nel distretto settentrionale di Mullaithivu, dove nel 2009 si svolse il massacro finale dei tamil. Ieri i sopravvissuti hanno celebrato una funzione presso la chiesa cattolica di san Paolo. Oggi p. Elil Rajan sj, uno degli organizzatori, è stato invitato a comparire davanti alla polizia.

Nello Sri Lanka il 18 maggio viene ricordato da parte dei tamil come il Mullivaikkal Remembrance Day; per l’esercito invece è il War Heroes Day. In ogni angolo del Paese migliaia di parenti delle vittime, insieme a sacerdoti cattolici, pastori protestanti, semplici fedeli di etnia singalese e tamil hanno ricordato i morti del sanguinoso conflitto tra esercito e ribelli delle Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam, Ltte).

Cerimonie interreligiose e multietniche si sono svolte nella chiesa anglicana di san Luca a Tharumapuram, nel distretto di Kilinochchi, con la partecipazione di cristiani e indù; nella chiesa di Nostra Signora di Fatima a Uruthirapuram, sempre nel distretto di Kilinochchi; a Trincomalee, dove oltre alla funzione gli studenti della Eastern University hanno organizzato una raccolta del sangue; nell’università di Jaffna, dove gli alunni hanno osservato tre minuti di silenzio; a Mannar, dove la Federation of Civil Society Organization ha tenuto un incontro tra parenti delle vittime, clero cristiano e indù.

Per quanto riguarda la cerimonia di Mullivaikal, il 17 maggio i giudici hanno diramato l’ordinanza AR 422/17 per impedire le celebrazioni nella chiesa locale per 14 giorni. La località è nota perché qui il 19 maggio 2009 venne assassinato Velupillai Prabhakaran, il capo delle Tigri Tamil. Con la sua morte, l’allora presidente Mahinda Rajapaksa decretò la fine delle ostilità, guadagnando un grande favore di pubblico nonostante i suoi metodi dittatoriali. L’ordinanza è stata preceduta da una dichiarazione del vice ministro della Difesa, che ha lamentato la presenza di “alcuni elementi che tentano di infangare la reputazione delle forze di sicurezza accendendo delle lampade [per le vittime civili]. Questi elementi sono gli stessi che godono della libertà concessa a questo Paese grazie al sacrificio proprio di quei militari”.

Ieri l’evento nella chiesa di san Paolo ha raccolto una numerosa folla e la messa è stata concelebrata da sacerdoti tamil e singalesi in lingua tamil. Suor Rasika, una dei presenti, riporta ad AsiaNews che “la funzione è stata offerta per le anime di coloro che sono stati uccisi durante la guerra, affinchè possano riposare in pace”. Dopo la messa, i partecipanti si sono raccolti di fronte a tre tombe simboliche che riportano i nomi delle vittime delle fasi finali del conflitto. Davanti alle pietre del memoriale, hanno acceso lampade e osservato un momento di silenzio. Oggi p. Elil dovrà rispondere di questo gesto, considerato lesivo della pace e della sicurezza nel Paese, in quanto sulle pietre potrebbero essere incisi anche alcuni nomi delle Tigri ribelli.

Foto di Garikaalan e Marisa de Silva

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