Via libera del senato: la polizia potrĂ  spiare i siti visitati dai tagiki

Secondo un parlamentare, l’80% dei cittadini che hanno accesso a internet visitano siti di organizzazioni terroristiche. Per un esperto, la vera cifra dovrebbe essere intorno al 5%, mentre l'80% è la percentuale delle reclute dell'Isis avvicinate attraverso internet. Giro di vite delle autorità tagike sulle comunicazioni.

 


Dushanbe (AsiaNews/Ferghana) – I corpi di polizia del Tajikistan potranno controllare i siti visitati dai cittadini. Questa è l’iniziativa che, a quanto riporta l’agenzia AsiaPlus, l’alta camera del parlamento tagiko ha approvato lo scorso 12 luglio.

L’emendamento alla legge sulle “Attività operative e di ricerca” era stato proposto dal capo dell’apparato esecutivo del presidente Ozoda Rakhmon – la figlia maggiore del presidente Emomali Rakhmon. Ciò sarebbe stato possibile perché secondo Jurakhon Majidzoda, membro della camera bassa del parlamento, l’80% dei circa 3 milioni di cittadini tagiki che hanno accesso a internet “visitano i cosiddetti siti indesiderabili legati ad organizzazioni estremiste e terroriste”. Non sono chiare le fonti su cui il parlamentare ha basato tali affermazioni.

Muhammadi Ibodulloev, capo della “Iniziativa civile per le politiche internet”, ha contestato le parole di Majidzoda affermando che si tratta di un “fraintendimento” e che ogni “sondaggio su questo argomento dimostrerà che non è così. La percentuale di simili utenti potrebbe essere intorno al 5%”. Ibodulloev ha continuato dicendo che al centro per gli studi strategici si dice invece che “più dell’80% dei giovani che si sono uniti ai ranghi dello Stato islamico ci sono arrivati attraverso reclutatori che lavorano, in particolare, su internet”.

Il recente provvedimento non è che l’ennesimo nel giro di vite delle autorità tagike sulle comunicazioni. Nel novembre del 2015, il parlamento aveva approvato un emendamento per bloccare l’accesso a internet e alle comunicazioni mobili durante operazioni anti-terrorismo: il Comitato nazionale per la sicurezza nazionale da allora può limitare l’accesso a tutti i tipi di comunicazione elettronica senza la decisione di una corte, non solo nelle aree in cui si attuano operazioni di contro-terrorismo, ma in tutto il Paese. Inoltre, nel 2016 il governo tagiko ha adottato un decreto per censurare programmi TV e radio, imporre condanne penali per aver insultato il presidente Rakhmon. A novembre, il centro di interconnessione unificato ha cominciato a monitorare la rete: tutto il traffico in entrata e in uscita delle comunicazioni internet e mobili passano attraverso il centro, che permette ai servizi speciali di sentire direttamente le conversazioni, controllare e monitorare il traffico internet.

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