Mons. Pius Riana Prapdi: I giovani, la Giornata asiatica, la nuova evangelizzazione
di Mathias Hariyadi

Si apre domani la Giornata asiatica della gioventù. Vi partecipano 3mila giovani da tutta l’Asia. La cerimonia finale vedrà aggiungersi 20mila giovani da tutte le province indonesiane. Nei primi giorni i giovani saranno ospitati nelle famiglie di 11 diocesi. Poi vi saranno i lavori dell’Ayd. Il ricordo di Giovanni Paolo II che ha spinto i giovani ad essere missionari nella vita quotidiana insieme ai loro coetanei.


Yogyakarta (AsiaNews) - Il conto alla rovescia è finito. Da domani fino al 6 agosto, si terrà a Yogyakarta (Central Java), nell’arcidiocesi di Semarang, la settima edizione dell’Asian Youth Day (Ayd), la Giornata asiatica della gioventù. Il titolo di questa edizione è “Joyful Asian Youth! Living the Gospel in Multicultural Asia (Gioiosa gioventù dell’Asia! Vivere il vangelo nell’Asia multiculturale)”. Ad essa partecipano 3mila giovani dall’Indonesia e dall’estero. Tutti i 37 vescovi indonesiani e alcuni vescovi emeriti si aggiungono a cardinali e vescovi stranieri per partecipare a questo evento di festa.

Questa edizione si svolge in tre tappe. Anzitutto, dal 30 luglio all’1 agosto, vi saranno “I giorni nella diocesi (Did)”, in cui i partecipanti vivranno in 11 diocesi differenti, ospitati da famiglie, con cui condividere e apprendere la fede. Vi sono anche celebrazioni con le comunità locali e con i gruppi giovanili. Le diocesi che hanno accettato sono le arcidiocesi di Semarang (Central Java), che ospita l’Ayd, Jakarta, Palembang (South Sumatera), Makassar (South Sulawesi), Pontianak (West Kalimantan); le diocesi di Bandung (West Java), Bogor (West Java), Purwokerto (Central Java), Surabaya (East Java), Malang (East Java), Denpasar (Bali).

Dal 2 al 6 agosto si terrà la vera e propria Ayd con la cerimonia di apertura, gruppi, seminari, riflessioni, feste, eucaristia.

La terza tappa, che durerà 4 giorni, è aperta a vescovi, sacerdoti e persone coinvolte nella commissione nazionale giovanile. Sotto il coordinamento dell’Ufficio govanile della Federazione dei vescovi asiatici (Fabc), si tenterà una valutazione dell’Ayd, prospettando piste di formazione per i giovani cattolici dell’Asia.

AsiaNews ha parlato con mons. Pius Riana Prapdi, vescovo di Ketapang (West Kalimantan), presidente della Commissione giovanile della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi).

“Ormai tutto è pronto e tutti sono pronti per questa 7ma edizione dell’Ayd”. Per il prelato, la presenza di giovani cattolici da differenti nazioni e da tante province dell’Indonesia è un simbolo di quello che rappresenta la Chiesa: essere messaggeri di gioia evangelica. “Io stesso sono entusiasta e do il benvenuto a tutti i partecipanti che stanno giungendo a Yogyakarta”. In qualche modo la scelta di Yogyakarta è quasi obbligata: è una città multietnica dove vi sono migliaia di studenti universitari che vengono da molti luoghi del Paese.

Per mons. Pius Riana Prapdi, l’Ayd deve molto alla personalità di Giovanni Paolo II. Egli “ha guadagnato la fiducia dei giovani perché li ha presi sul serio. I giovani hanno sentito che il papa li capiva nelle loro preoccupazioni e speranze”.

Ma Giovanni Paolo II li ha anche sfidati a dare la loro vita per Cristo. Egli ha chiesto loro un grande ideale, invitandoli a lanciarsi nella Nuova evangelizzazione.

Mons. Pius Riana Prabdi ricorda le parole del papa polacco alla Giornata mondiale della gioventù a Manila (1995): “Voi, giovani, siete chiamati in modo speciale a divenire missionari di questa Nuova evangelizzazione, con una testimonianza quotidiana della Parola che salva. Voi sperimentate ansie in questo attuale periodo storico, gravido di speranze e dubbi, in cui talvolta è facile perdere la via che conduce all’incontro con Cristo”.

“Giovani asiatici - aggiunge il vescovo - la Chiesa cattolica ripone in voi il compito di proclamare al mondo la gioia che zampilla dall’incontro con Cristo. Benvenuti a Yogyakarta e godetevi questo tempo prezioso per fare esperienza della gioia evangelica nell’atmosfera della molteplicità e diversità dell’Indonesia”.

L’arcivescovo di Semarang, mons. Robertus Rubiyatmoko, sottolinea invece come l’Ayd è una sfida importante per l’intera comunità cattolica della regione per mettere in pratica il progetto di pastorale missionaria della diocesi che si svolge dal 2016 al 2035. “La nostra maggiore preoccupazione è che la Chiesa dia più spazio ai nostri giovani perchè contribuiscano di più allo sviluppo e alla vita della Chiesa cattolica”.

Nella sua lettera pastorale alla diocesi, pubblicata una settimana fa, egli sottolinea che “la 7ma edizione dell’Ayd è un’enorme benedizione per l’arcidiocesi di Semarang”.

“Dobbiamo nutrire una grossa fiducia verso i giovani e prepararli d’ora in poi a sviluppare le loro capacità, così che essi divengano leader delle comunità nella società”.

Egli esorta tutti I vescovi a lavorare insieme con i giovani. “Con loro dobbiamo progettare il nostro apostolato pastorale e insieme a loro generare la cultura della vita e una civiltà del bene”.

La cerimonia di apertura dell’Ayd si terrà nella Convention Hall di Yogyakarta. La cermonia conclusiva, invece si terrà sul campo  dell’accademia indonesiana dell’aviazione. P. Johannes Dwi Harsanto, presidente del Comitato permanente  dell’Ayd, fa notare che sono attese almeno 20mila giovani da Java e da tutte le altre regioni del Paese.

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