Discorsi più pacifici fra Pyongyang e Washington

Kim Jong-un ha messo in pausa la minaccia di colpire Guam; Tillerson ha detto che gli Usa sono aperti al dialogo con la Nordcorea. Corea del Sud, Cina e Russia chiedono maggior calma e esigono l’esclusione di ogni azione militare.


Seoul (AsiaNews/Agenzie) - Dopo una settimana di fuoco e minacce di reciproche distruzioni fra Washington e Pyongyang, emergono posizioni più concilianti fra i due nemici. I media di Stato del Nord hanno riportato che i militari hanno presentato al loro leader Kim Jong-un i piani di attacco missilistico dell’isola di Guam, minacciato nei giorni scorsi. Ma Kim ha commentato dicendo che per ora non faranno nulla, aspettando di vedere le mosse “dei pazzi americani”.

Quasi in risposta, il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, ha detto ieri che Washington rimane aperto al dialogo con il Nord, ma rimane ferma nella precondizione che Pyongyang blocchi il suo programma nucleare.

A diminuire la tensione verbale fra Donald Trump e Kim Jong-un, due leader imprevedibili, vi sono state le dichiarazioni del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, che ha chiesto agli Usa di non lanciare alcun attacco dalla penisola coreana senza il consenso del suo Paese: “Nessuno - ha detto - può decidere di lanciare alcuna azione militare senza il consenso del Sud”.

Ieri, in una conversazione telefonica con il ministro russo degli esteri, Serghei Lavrov, il suo omologo cinese, Wang Yi ha sostenuto che i due Paesi non dovrebbero “permettere a nessuno di creare un incidente alle porte delle loro case”.

Il ministro ha citato Lavrov, che ha fatto notare come le tensioni potrebbero ancora infiammarsi quando Usa e Corea del Sud riprenderanno esercitazioni militari congiunte il 21 agosto prossimo. Risolvere la disputa attraverso la forza militare è “completamente inaccettabile” ha detto Lavrov.

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