Jakarta, giorno dell’indipendenza: Widodo difende la multiculturalità
di Mathias Hariyadi

Nella sessione plenaria della Camera (Dpr Ri), il presidente ed il suo vice Jusuf Kalla indossano i vestiti tradizionali. Con il loro gesto, Widodo e Kalla hanno voluto sedare il disaccordo politico che aveva segnato il loro rapporto. La vicenda giudiziaria dell’ex governatore cristiano di Jakarta, Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama era alla base dei dissapori. Il “nuovo nazionalismo” indonesiano ha trovato impulso anche nelle cerimonie ufficiali che si sono svolte in questi giorni.


Jakarta (AsiaNews) – L’abbigliamento tradizionale, indossato dal presidente Joko “Jokowi” Widodo in occasione delle celebrazioni per il 72mo anniversario dell’indipendenza indonesiana rappresenta un gesto politico simbolico a sostegno della multiculturalità del Paese.

Lo scorso 16 agosto, durante la sessione plenaria della Camera dei rappresentanti (Dpr Ri), il presidente indonesiano ha colto tutti di sorpresa. Alla presenza di ministri, ambasciatori stranieri e rappresentanti delle più importanti organizzazioni nazionali, Widodo, originario dell’isola di Java, ha sfoggiato il vestiario tipico Bugis, gruppo etnico del South Sulawesi. Di questo popolo è esponente il vice presidente Jusuf Kalla, che a sua volta ha indossato per l’occasione un costume javanese (foto1).

L’Indonesia è una nazione unica al mondo per la sua natura multiculturale. Sulle migliaia di isole che compongono il Paese, sono diffuse una vastità di lingue locali, costumi tradizionali, culture e religioni. La Pancasila (dottrina pluralista) è la base filosofica e politica della nazione ed è stata adottata dai padri fondatori come “idea vincolante”, per rendere “unita” la nazione. Molti indonesiani hanno visto nell’inaspettata mossa dei due leader un rinnovato impegno congiunto per la difesa dello spirito nazionale, espresso dal motto “Bhinneka Tunggal Ika” (Unità nella diversità).

Con il loro gesto, Widodo e Kalla hanno voluto sedare il disaccordo politico che aveva segnato il loro rapporto. Il presidente è sostenitore e alleato dell’ex governatore cristiano di Jakarta, Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama. Durante un’infuocata campagna elettorale, Ahok è stato coinvolto in un manipolato caso di blasfemia, orchestrato ai suoi danni dai partiti e dai movimenti islamisti. Anies Baswedan, suo rivale alle elezioni e candidato sostenuto dal vice presidente Kalla, ha sfruttato a suo vantaggio la vicenda giudiziaria, che si è conclusa con una controversa condanna a due anni di reclusione per Ahok.

Le manifestazioni spontanee, a sostegno dell’ex governatore di Jakarta, hanno contribuito al risveglio di un sentimento di unità nelle coscienze della componente moderata della società indonesiana. Questo “nuovo nazionalismo”, che trova fondamento nella difesa del pluralismo e dell’unità, ha trovato impulso anche nelle cerimonie ufficiali che si sono svolte in questi giorni.

Questo genere di “approccio politico-culturale” promosso da Widodo suscita ottimismo tra gli indonesiani e spinge a pensare che il nazionalismo stia ora sbocciando nella società, in tutti i suoi livelli. Ieri, in occasione dell’alzabandiera presso il Palazzo di Stato, tre ex presidenti (BJ Habibie, Susilo Bambang Yudhoyono e Megawati Sukarnoputri) hanno replicato l’iniziativa di Widodo e hanno indossato i vestiti tradizionali delle loro terre di origine (foto2).

Da sempre promotori dell’unità nazionale, i cattolici indonesiani quest’anno si sono distinti per la loro adesione ai festeggiamenti in ricordo dell’indipendenza. Nel noviziato gesuita di Girisonta a Ungaran (Central Java), si è svolta una cerimonia di alzabandiera davanti al complesso del St. Stanislaus College (foto3). Alle celebrazioni hanno preso parte sacerdoti locali, novizi, suore del locale Abdi Kristus (Ak) ed anche leader di diversa provenienza religiosa.

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