Bangkok, Yingluck Shinawatra non si presenta al verdetto. Emesso un mandato d’arresto

L'ex premier era stata accusata nel 2015 dalla giunta militare per un piano di sussidi ai produttori di riso. La Corte suprema ha rimandato la sentenza del procedimento penale a suo carico al prossimo 27 settembre. Se dichiarata colpevole, l’ex premier potrebbe essere condannata fino a 10 anni di carcere e bandita in via permanente dalla politica. Nessuno sa dove si trovi la donna. Le autorità temono le reazioni dei suoi sostenitori.


Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – L’ex primo ministro thailandese Yingluck Shinawatra non si è presentata in tribunale per il verdetto del processo che la vedeva incriminata per “negligenza” in un controverso schema di sussidi per la produzione di riso. I suoi avvocati affermano che l’assenza è dovuta a motivi di salute.

La Corte suprema ha emesso un mandato d'arresto per la donna e ha rimandato la sentenza del procedimento penale a suo carico al prossimo 27 settembre.

Yingluck ha negato ogni suo coinvolgimento nella trama che è costata alla Thailandia miliardi di dollari. Se dichiarata colpevole, l’ex premier potrebbe essere condannata fino a 10 anni di carcere e bandita in via permanente dalla politica.

Quest’oggi l’avvocato di Yingluck aveva chiesto il rinvio della sentenza, dichiarando alla Corte che la donna soffriva di vertigini e gravi mal di testa e non era in grado di partecipare all’udienza. I procuratori si sono opposti alla richiesta.

Il capo della polizia per l'immigrazione ritiene che Yingluck sia ancora in Thailandia, mentre il vice primo ministro Prawit Wongsuwan paventa la possibilità che l'ex primo ministro sia fuggita dal Paese. Norrawit Larlaeng, avvocato della donna, afferma di non sapere dove si trovi la sua assistita.

Nei giorni precedenti all'udienza, il destino della prima donna premier del Paese ha generato grande dibattito e ansia. La giunta militare ha cercato di impedire o scoraggiare i sostenitori della Yingluck a recarsi presso la Corte suprema a Bangkok, per paura di una loro reazione violenta qualora l’ex primo ministro fosse stata condannata e imprigionata.

La Yingluck, divenuta primo ministro nel 2011, è stata accusata nel 2015 dalla giunta militare e sottoposta ad impeachment. Il piano, parte della piattaforma di campagna elettorale della Yingluck, è stato lanciato poco dopo la sua salita al potere. Esso mirava a rafforzare i redditi degli agricoltori ed alleviare la povertà rurale, e prevedeva che il governo pagasse agli agricoltori quasi il doppio del valore di mercato del loro raccolto. Secondo gli accusatori, il programma era mirato alla compravendita di voti.

Tuttavia, il progetto ha colpito duramente le esportazioni di riso della Thailandia, con una perdita di almeno 8 miliardi di dollari ed enormi riserve di riso che il governo non ha potuto vendere. Anche se popolare con la sua base di elettori delle regioni rurali, gli oppositori ritenevano che il piano fosse troppo costoso e aperto alla corruzione.

Durante il suo processo, la Yingluck ha sostenuto di non essere responsabile della gestione quotidiana dello schema. Ha ribadito di essere vittima di una persecuzione politica. Il fratello di Yingluck, il controverso ex primo ministro Thaksin Shinawatra, vive in esilio dopo esser fuggito dal Paese nel 2008 per eludere una condanna a due anni di carcere per corruzione.

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