Jubbet al-Dhib, inaugurata nuova scuola ‘illegale’, dopo quella distrutta dai soldati

Irruzione dell’esercito israeliano con gas lacrimogeni e granate. Ministero palestinese dell’istruzione: una sfida alle politiche coloniali. Sono cinque le scuole a rischio nell’area.


Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – È stata inaugurata ieri mattina la nuova scuola del villaggio di Jubbet al-Dhib, nel distretto di Betlemme. L’edificio è stato eretto nella notte fra l’8 e il 9 settembre sulle rovine di quello abbattuto lo scorso mese dall’esercito israeliano, a un giorno dall’inizio delle lezioni. A partecipare alla costruzione delle cinque classi sono stati attivisti e funzionari ministeriali dell’Autorità nazionale palestinese.

Per Israele, la scuola è “illegale” perché costruita senza i permessi necessari. Il 9 settembre, le forze armate israeliane vi hanno fatto irruzione, circondando la costruzione e attaccando gli attivisti con gas lacrimogeni e granate stordenti. Un portavoce dell’amministrazione civile israeliana ha riferito che durante il raid “materiali di lavoro sono stati confiscati”, fra cui un veicolo. Ad oggi, la struttura è ancora in piedi.

I funzionari palestinesi riferiscono che la scuola è stata chiamata “Challenge 5 School” (Sfida della scuola 5) perché è la quinta nell’area ad essere minacciata dalla costruzione di insediamenti. Tutte si trovano all’interno dell’area C, ovvero sotto il completo controllo militare d’Israele, vicino ad avamposti militari e colonie. Per il ministro palestinese dell’istruzione, Sabri Saidam, la ricostruzione dell’edificio è una sfida alle “politiche di occupazione che cercano di privare i bambini di un’istruzione sicura”.

La scuola di Jubbet al-Dhib è la terza struttura scolastica della Cisgiordania ad essere demolita o privata di infrastrutture a partire da agosto, dopo la demolizione dell’unico asilo beduino a Jabal al-Baba e la confisca dei pannelli solari di una scuola nel villaggio di Abu Nuwar.

 A luglio, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) aveva sottolineato come fosse “quasi impossibile” per i palestinesi ottenere i permessi per costruire nelle aree C dei Territori. Per questa ragione più di un terzo delle comunità palestinesi nell’area C non hanno scuole elementari. L’Ong Norwegian Refugee Council (Nrc) sostiene che sono 55 gli edifici scolastici in Cisgiordania a rischio di demolizioni, molti dei quali costruiti con fondi dell’Unione europea.

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