Rohingya, convocato per domani il Consiglio di sicurezza dell’Onu

La riunione urgente chiesta da Gran Bretagna e Svezia. Il Myanmar conta su Cina e Russia per bloccare qualsiasi censura. Più di 1.000 morti nelle ultime violenze in Rakhine. Dal 25 agosto almeno 313mila Rohingya sono fuggiti in Bangladesh.


Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Il Consiglio di sicurezza dell’Onu annuncia che si riunirà domani per discutere delle violenze in Myanmar, che hanno causato l’esodo di oltre 300mila  musulmani Rohingya nel confinante Bangladesh. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani afferma che la situazione nello Stato di Rakhine è un “esempio da manuale di pulizia etnica”. Washington si dichiara “profondamente turbata” dagli attacchi di entrambe le parti, comprese le aggressioni commesse dai militanti islamici che lo scorso 25 agosto hanno dato il via al conflitto.

Il capo dei diritti umani dell’Onu, Zeid Ra'ad Al Hussein (foto), ha accusato ieri il Myanmar di intraprendere “attacchi sistematici” sui civili Rohingya. “Poiché il Myanmar ha negato l'accesso agli ispettori dei diritti umani, la situazione attuale non può essere ancora valutata a pieno.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Myanmar ha affermato che le ultime violenze hanno causato più di 1.000 morti, la maggior parte dei quali Rohingya. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati afferma che dal 25 agosto almeno 313mila Rohingya sono arrivati in Bangladesh dal Rakhine, circa un terzo della popolazione totale di 1,1 milioni.

A causa della crescente preoccupazione internazionale per la crisi, Gran Bretagna e Svezia hanno richiesto la riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di domani. Per assicurarsi il blocco di qualsiasi censura, il governo del Myanmar conta su Cina e Russia, entrambi membri permanenti del Consiglio. 

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