La Santa Sede ringrazia l’Oman per la liberazione di p. Tom

Risolutivo l’impegno del sultano Qabus. Il sacerdote è stato rintracciato grazie anche ad “alcuni partiti yemeniti”. P. Tom sarà a Roma per alcuni giorni. La “forza nella fede e la perseveranza” della sua famiglia. Nelle case salesiane oggi indette messe di ringraziamento e adorazione eucaristiche.


Città del Vaticano (AsiaNews) - “La Santa Sede ringrazia vivamente quanti si sono adoperati per il suo ritrovamento, in particolare, Sua Maestà il Sultano dell’Oman e le Autorità competenti del Sultanato”: sono le poche frasi di un comunicato diffuso ieri sera, con cui il Vaticano rende nota la liberazione di p. Tom Uzhunnalil, a 18 mesi dal suo rapimento avvenuto ad Aden (Yemen).

La Sala stampa dà anche notizia che “il religioso sarà ospite per qualche giorno in una comunità salesiana a Roma prima di ripartire per l’India”.

In effetti l’operato delle autorità di Mascate è stato risolutivo. P. Tom era stato sequestrato il 4 marzo 2016, dopo l’attacco alla casa per anziani delle suore di Madre Teresa a Aden, costata la vita a quattro suore e ad altre 12 persone. L’azione violenta era stata attribuita a terroristi islamisti, ma non è mai stata rivendicata da nessun gruppo, nemmeno da al Qaeda nella penisola arabica.

Secondo Ona, l’agenzia dell’Oman, le autorità di Mascate sono riusciti a liberare il sacerdote “impiegato del Vaticano” dopo averlo localizzato in “coordinazione con alcuni partiti yemeniti”. Le operazioni di ricerca di p. Tom erano state lanciate su “istruzioni del sultano Qabus [dell’Oman]” e su richiesta del Vaticano.

L’Oman coltiva relazioni equilibrate con tutte le parti in conflitto nello Yemen e in questi anni è riuscito a ottenere la liberazione di diverse persone rapite o scomparse nel Paese in guerra.

Anche il governo indiano non ha risparmiato sforzi per la liberazione di p. Tom. Oltre al ringraziamento dei vescovi, il governo ha ricevuto anche il grazie di p. Joyce Thonikuzhiyil, superiore della provincia salesiana del Kerala.

In una dichiarazione diffusa ieri sera, il superiore ringrazia anche la famiglia “per la loro forza nella fede e per la perseveranza”. Egli ha proposto che quest’oggi, in tutte le case salesiane, sia celebrata una messa di ringraziamento e mezz’ora di adorazione eucaristica.

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